C’è un nuovo bonus per le colonnine di ricarica domestiche
Si chiede col solito "click day", ma l'ultima volta vennero erogati molti meno fondi di quelli stanziati
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Da mezzogiorno si può fare richiesta per accedere a un nuovo bonus, il “bonus colonnine domestiche”: un contributo che lo Stato paga a chi installa nella propria casa o nel proprio condominio delle stazioni per la ricarica delle auto elettriche, che siano delle colonnine fissate a terra o dei dispositivi fissati al muro e chiamati nel gergo wallbox. I fondi a disposizione non sono molti: 15 milioni di euro ogni anno fino al 2029 e 8 milioni per il 2030, 68 milioni in tutto. Per un precedente bonus colonnine furono stanziati 100 milioni di euro tra il 2022 e il 2024, ma alla fine ne furono concessi solo poco più di 22.
Il nuovo bonus funziona più o meno come il precedente, cioè con un “click day”: va chiesto sul sito di Invitalia, una società controllata dal ministero dell’Economia, e verrà assegnato a chi riesce a inoltrare la domanda prima, fino a esaurimento dei fondi. Lo Stato contribuirà all’80 per cento della spesa sostenuta per acquistare e installare una colonnina, con dei limiti: 1.500 euro per ogni persona e 8mila euro per ogni condominio, se la colonnina è installata nelle parti comuni. La domanda va fatta dopo che i lavori di installazione sono stati completati.
Può fare domanda chi ha installato l’impianto dal 26 giugno, data in cui è entrato in vigore il decreto che ha stanziato i fondi per il bonus. Finché i fondi saranno disponibili, sarà possibile fare domanda per impianti installati fino al 31 dicembre. Dal 2027 al 2029 il bonus riguarderà gli impianti installati durante tutto l’anno, nel 2030 solo quelli installati entro il 31 marzo. In questo modo sono però state escluse le colonnine installate nel 2025 o nella prima metà del 2026. Questo ha creato qualche polemica, anche perché il ministero delle Imprese aveva presentato il bonus già il 30 gennaio, quasi cinque mesi prima che entrasse in vigore.
Il bonus precedente valeva invece per gli impianti installati entro il 31 dicembre 2024 (le ultime domande si sono potute presentare fino al 27 maggio 2025). Gli elenchi allegati ai decreti con cui il ministero ha assegnato i contributi permettono di ricostruire com’è stato utilizzato: cioè poco e meno di quanto si sperava.
La maggior parte dei soldi fu stanziata per gli anni in cui il bonus fu usato meno: per il 2022 furono stanziati 40 milioni per gli impianti installati tra inizio ottobre e la fine dell’anno, ne furono concessi appena 640mila euro, l’1,6 per cento. Chi aveva installato una colonnina in quei mesi, peraltro, poté fare domanda solo un anno dopo e per appena due settimane. Per il 2023 furono concessi 6,9 milioni di euro su 40. Solo per il 2024, quando lo stanziamento fu dimezzato a 20 milioni, i contributi concessi arrivarono a tre quarti dei fondi disponibili.
Per gli impianti installati tra il 2022 e il 2024 furono accolte poco più di 19mila domande, di cui solo 65 presentate da condomini. La spesa ammessa fu quasi 32,5 milioni di euro e i contributi concessi circa 22,5 milioni, quasi il 70 per cento della spesa. Due terzi dei contributi furono concessi per impianti installati nel 2024. Il contributo medio fu di circa 1.175 euro: 1.160 euro per le persone e 5.500 euro per i condomini. Circa metà delle persone che ottennero il bonus aveva speso meno di 1.500 euro, mentre una su cinque ne aveva spesi almeno 1.875, abbastanza da ottenere il contributo massimo.
Se il contributo medio del nuovo bonus dovesse essere simile, potrebbero essere erogati meno di 60mila contributi, per più o meno altrettanti impianti, dal 2026 al 2030. Non è molto se si considera che in Italia solo nel 2025 sono state vendute 98mila auto elettriche e 95mila ibride plug-in, secondo lo Smart Mobility Report 2026 del Politecnico di Milano. Col Superbonus, invece, fu finanziata l’installazione di circa 350mila colonnine domestiche di ricarica, per un costo complessivo di oltre 600 milioni di euro.
I bonus assegnati in questo modo fanno discutere da tempo: spesso premiano solo chi riesce a fare domanda più in fretta, perché i fondi finiscono in poche ore, e possono essere percepiti indipendentemente dal reddito e dalla ricchezza di chi ne fa richiesta. Il Post ha chiesto al ministero se il nuovo bonus è stato modificato in modo da incentivare l’adesione, o se prevede misure per coinvolgere chi ha installato una colonnina tra inizio 2025 e giugno 2026, il periodo scoperto tra un bonus e l’altro, ma non ha avuto risposta.
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