L’Istat ha confermato che l’Italia non uscirà subito dalla procedura europea per deficit eccessivo

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante una conferenza stampa a palazzo Chigi, il 16 settembre a Roma (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante una conferenza stampa a palazzo Chigi, il 16 settembre a Roma (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

L’Istat, l’ufficio nazionale di statistica, ha confermato che il rapporto deficit/PIL italiano relativo al 2025 è rimasto al 3,1 per cento, appena al di sopra della soglia del 3 per cento prevista dalle regole europee. È una pessima notizia per il governo italiano, perché scendere sotto quel valore con ogni probabilità avrebbe permesso all’Italia di uscire già da quest’anno dalla procedura per deficit eccessivo avviata dall’Unione Europea nel 2024.

L’uscita anticipata sarebbe stata innanzitutto un grande risultato politico per il governo di Giorgia Meloni, che si è sempre voluto distinguere per il mantenimento di grande rigore nei conti pubblici. Ma più concretamente il governo sperava in un ricalcolo perché in questo modo avrebbe potuto accedere alla “clausola di salvaguardia nazionale”, una deroga alle regole di bilancio europee che avrebbe consentito di spendere 14 miliardi di euro in energia e 22 nella difesa senza che questi fossero considerati nel deficit dei prossimi anni: di fatto si sarebbero liberati fino a 36 miliardi di euro che il governo avrebbe potuto spendere in altro modo senza gli ostacoli dei vincoli europei.

Questo rende molto più difficile la preparazione per la prossima legge di bilancio, l’ultima prima delle elezioni del 2027 e quindi quella in cui di solito si inseriscono le misure più popolari. Dopo la pubblicazione dei dati, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto che il governo ne prende atto «non senza rammarico», e che si augura di poter uscire dalla procedura nel 2027. Sulla effettiva permanenza dell’Italia nella procedura per deficit eccessivo si dovrà comunque esprimere la Commissione europea a novembre.

Il deficit, o disavanzo, è la differenza fra la spesa e gli incassi dello stato, e valutato in una percentuale rispetto al PIL (prodotto interno lordo): secondo le norme europee quando in un paese questo rapporto supera il 3 per cento può essere avviata la procedura per deficit eccessivo, che prevede vincoli alla spesa pubblica e in generale un percorso di rientro definito insieme alle autorità europee.