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  • Sabato 19 settembre 2026

I giornalisti banditi dalla Casa Bianca

Cioè i corrispondenti di CNN, Politico e MS NOW: venerdì Trump aveva annunciato che non li avrebbe più fatti entrare

La corrispondente di CNN Betsy Klein in diretta vicino alla Casa Bianca, a Washington, 19 settembre 2026 (AP Photo/Jose Luis Magana)
La corrispondente di CNN Betsy Klein in diretta vicino alla Casa Bianca, a Washington, 19 settembre 2026 (AP Photo/Jose Luis Magana)
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Sabato mattina ai giornalisti e agli operatori di CNN, Politico e MS NOW è stato negato l’accesso alla Casa Bianca, a Washington, e i loro badge d’ingresso sono stati confiscati. Venerdì il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato che non li avrebbe più fatti entrare, accusando le testate di avere diffuso notizie false sul suo conto. Si tratta di televisioni e giornali che hanno avuto in passato posizioni critiche nei suoi confronti.

Soprattutto dall’inizio del suo secondo mandato Trump e i suoi collaboratori hanno avuto un atteggiamento assai ostile nei confronti di chi critica il governo. Tra le altre cose hanno fatto pressioni su diversi giornali e televisioni, intentando anche cause contro alcuni di loro nel tentativo di intimidirli. Secondo diversi funzionari sentiti da Politico e dal New York Times, quest’ultima decisione è stata quasi improvvisa, tanto che alcuni dei funzionari hanno detto di aver saputo della decisione solo quando Trump l’ha annunciata venerdì e non hanno saputo spiegare perché abbia scelto di bandire le tre testate proprio ora.

La postazione vuota di CNN alla Casa Bianca, 19 settembre 2026 (AP Photo/Jose Luis Magana)

La corrispondente alla Casa Bianca di CNN, Betsy Klein, ha raccontato di aver provato a entrare nell’edificio sabato mattina come fa sempre, cioè facendo vedere il suo pass all’ingresso, attraversando i controlli di sicurezza e infine strisciando il suo badge. Solo che questa volta il badge non funzionava. Klein ha quindi chiesto spiegazioni a un addetto della sicurezza che era lì, il quale le ha risposto che non sapeva cosa dirle e di rivolgersi all’ufficio stampa della Casa Bianca. Dopodiché, ha raccontato Klein, l’addetto non le ha restituito il badge.

Anche Akayla Gardner, corrispondente della Casa Bianca per MS NOW, ha avuto un’esperienza analoga quando ha tentato di entrare dall’ingresso usato normalmente dai giornalisti vicino all’ala Ovest. Anche lei ha detto di aver dovuto consegnare il suo badge a un addetto della sicurezza. Il direttore di Politico Jonathan Greenberger ha scritto un’email a tutta la redazione sabato mattina per raccontare che era successa la stessa cosa alla loro giornalista che segue la Casa Bianca, Cheyenne Haslett. Sia CNN che MS NOW hanno comunque posizionato le loro telecamere sulla strada di fronte all’edificio per continuare le riprese e le dirette televisive.

La Casa Bianca non ha commentato ulteriormente e si è limitata a rimandare all’annuncio fatto da Trump ieri sul suo social network Truth. Nello stesso post Trump aveva minacciato di prendere decisioni simili contro altri giornali. Per ora a nessun altro è stato vietato di entrare.

La giornalista di Politico Cheyenne Haslett fotografata nei dintorni della Casa Bianca, dopo che le era stato ritirato il badge, 19 settembre 2026 (AP Photo/Jose Luis Magana)

Varie testate statunitensi, tra cui il Washington Post e Associated Press, hanno espresso solidarietà ai colleghi e alle colleghe di CNN, Politico e MS NOW. Quest’ultima ha già fatto sapere che intende adottare «tutte le misure necessarie per difendere i nostri diritti sanciti dal Primo Emendamento», quello che negli Stati Uniti tutela la libertà di espressione. Anche Greenberger nella sua mail ha fatto riferimento al Primo Emendamento. CNN ha definito illegale il divieto di Trump, aggiungendo che continuerà a coprire le notizie che riguardano il governo.