Giocare in Serie B ma anche in Europa League
Non succede quasi mai, ma i portoghesi del Torreense lo stanno facendo e hanno pure vinto all'esordio europeo
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La squadra di calcio portoghese della Torreense ha vinto 2-1 nella prima partita che ha giocato in Europa League, la seconda competizione europea più importante. Ha battuto il Lillestrøm in trasferta, in Norvegia, e ha fatto parlare di sé perché è una squadra molto piccola. Talmente piccola che gioca nella Serie B portoghese, il suo stadio può contenere al massimo circa 2.500 persone e da 14 anni non spende soldi per acquistare calciatori.
La Torreense è di Torres Vedras, una cittadina di circa 80.000 abitanti, situata 50 chilometri a nord di Lisbona. Si è qualificata per l’Europa League vincendo la scorsa Taça de Portugal, l’equivalente portoghese della Coppa Italia. Ci riuscì anche perché alcune delle squadre più forti e vincenti (Porto, Benfica, Vitória Guimarães e Braga) persero contro squadre meno forti o si eliminarono a vicenda. Dopo aver battuto una squadra di terza divisione, il Fafe, in semifinale, la Torreense vinse a sorpresa la finale contro lo Sporting, una delle principali squadre di Lisbona.
Fondata nel 1917, la Torreense non si è fatta notare al di fuori del Portogallo fino al 2026. Il 1° gennaio, dopo sei sconfitte consecutive nella Serie B portoghese, decise di cambiare allenatore. Arrivò Luís Tralhão, che allenava la squadra riserve della Torreense ed era noto soprattutto per essere il fratello di un collaboratore dell’allenatore portoghese più famoso e vincente, José Mourinho.
La Torreense andò subito meglio. Dal nono posto in classifica a inizio gennaio Tralhão riuscì a farla arrivare terza. Perse lo spareggio col Casa Pia per essere promossa in Serie A, ma vinse il suo primo trofeo (la Taça de Portugal, appunto): non c’era mai riuscita nessuna squadra della seconda divisione.
Il gol decisivo per battere lo Sporting lo segnò ai tempi supplementari il 38enne terzino sinistro capoverdiano Stopira
Una delle persone più importanti dietro al successo della Torreense è il suo 34enne direttore sportivo, André Sabino. Anche grazie a lui la Torreense riesce a prendere calciatori svincolati (cioè senza contratto, che quindi non bisogna pagare ad altre squadre) di buon livello, sottovalutati da squadre più ricche o scartati dai settori giovanili più importanti. Un esempio è l’attaccante Vando Félix: lo Sporting lo scartò, la Torreense gli offrì un contratto e dopo una stagione lo vendette al Vitória Guimarães per un milione e 200mila euro.
Questa stagione non è cominciata benissimo, comunque, per la Torreense. Nelle prime sei partite della Serie B portoghese ha vinto solo una volta ed è 14esima su 18 squadre. Anche per questo il quotidiano sportivo portoghese A Bola ha definito la vittoria in Norvegia una «favola».
Capita molto di rado, infatti, che una squadra giochi contemporaneamente nella Serie B del proprio paese e riesca a vincere una partita in una coppa europea. L’ultima a riuscirci fu la squadra svizzera dello Zurigo dieci anni fa; un esempio noto è quello degli inglesi del Wigan nella stagione 2013-14, mentre l’unica italiana fu l’Atalanta nell’annata 1987-88, quando arrivò in semifinale della Coppa delle Coppe, un torneo che oggi non esiste più.
Nonostante la prima vittoria, per la Torreense non sarà facile in Europa League. Dovrà giocare contro avversarie forti e abituate a gestire le trasferte europee durante la settimana, come gli spagnoli della Real Sociedad, i greci dell’Olympiakos e gli scozzesi del Celtic. L’ultima squadra che, giocando nella Serie B del proprio paese, superò almeno un turno in una competizione europea furono i tedeschi dell’Alemannia Aachen, nella Coppa UEFA (l’odierna Europa League) 2004-05.
Le partite in casa, inoltre, la Torreense non potrà disputarle nel proprio stadio perché è troppo piccolo. Giocherà quindi nello stadio di Leiria, una cittadina a cento chilometri di distanza. La prima partita “in casa” della Torreense in Europa League sarà giovedì 15 ottobre, contro gli inglesi del Sunderland.
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