In Siria sono state emesse le prime condanne per gli scontri del marzo del 2025 in cui vennero uccisi centinaia di alawiti
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Giovedì un tribunale militare di Aleppo, in Siria, ha emesso le prime condanne per gli scontri che a marzo del 2025 coinvolsero i sostenitori dell’ex dittatore siriano Bashar al Assad e l’esercito dell’attuale governo di Ahmed al Sharaa, insediatosi appena tre mesi prima. Sono stati condannati tre uomini: due sostenitori di Assad, rispettivamente all’ergastolo e alla pena di morte per istigazione alla guerra civile e alla violenza settaria, e un soldato dell’esercito siriano, a 20 anni di carcere per omicidio volontario.
Il processo era iniziato a novembre del 2025 e coinvolge 14 persone in tutto (7 sostenitrici di Assad e 7 del nuovo governo): nuove condanne sono attese il 24 settembre.
In quei giorni di marzo alcuni gruppi della Latakia, una regione nell’ovest della Siria dove il supporto ad Assad era più forte, si rivoltarono contro il nuovo governo di Al Sharaa. Le forze di sicurezza siriane, appoggiate da alcune milizie vicine al nuovo presidente che avevano combattuto Assad durante la guerra civile, risposero con forza: vennero massacrate circa 1.500 persone in pochi giorni, principalmente alawiti, una minoranza religiosa a cui appartengono anche gli Assad e di cui fa parte il 10 per cento dei siriani.
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