La polizia turca ha fermato decine di persone della comunità LGBTQ+ che chiedevano di liberare quelle arrestate nel weekend
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Martedì le forze dell’ordine turche hanno fermato almeno 126 persone che stavano manifestando per i diritti della comunità LGBTQ+ sia nella capitale Ankara che davanti al principale tribunale di Istanbul, e ne hanno arrestate altre 31. Stavano protestando per ottenere la liberazione degli attivisti che erano stati arrestati in una più ampia operazione di repressione voluta dal governo nei giorni scorsi. In una serie di perquisizioni in locali, sedi di associazioni e abitazioni degli attivisti, la polizia turca aveva arrestato più di 160 persone legate agli ambienti LGBTQ+, accusandole a vario titolo di prostituzione e oscenità. L’operazione si era svolta in 15 province in tutto il paese.
In Turchia le relazioni tra persone dello stesso sesso non sono illegali, ma l’omofobia è diffusa, e nei suoi oltre vent’anni di governo sempre più autoritario il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha intensificato la repressione della comunità LGBTQ+. Il governo ha anche fatto bloccare decine di siti e profili di persone, canali o attività.


