Davide Fontana è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Carol Maltesi nel terzo processo d’appello

I carabinieri della sezione investigazioni scientifiche di Brescia durante i rilievi nella casa di Carol Maltesi a Rescaldina, il 2 aprile 2022 (ANSA/Daniel Dal Zennaro)
I carabinieri della sezione investigazioni scientifiche di Brescia durante i rilievi nella casa di Carol Maltesi a Rescaldina, il 2 aprile 2022 (ANSA/Daniel Dal Zennaro)

Mercoledì la Corte d’Assise d’appello di Milano ha condannato all’ergastolo Davide Fontana, l’uomo che nel 2022 confessò di aver ucciso Carol Maltesi, donna italo-olandese di 26 anni. La decisione è stata presa alla fine del terzo processo di appello, dopo due rinvii della Corte di Cassazione, che aveva ritenuto insufficienti le motivazioni contenute nella prima e nella seconda sentenza di appello (l’appello bis) relative all’aggravante della premeditazione. L’aggravante è stata riconosciuta anche in quest’ultimo processo (l’appello ter).

Il processo di primo grado si era svolto nel giugno del 2023 e si era concluso con una condanna a trent’anni di carcere per omicidio volontario, soppressione e occultamento di cadavere. Nel primo processo di appello, terminato nel febbraio del 2024, la Corte aveva invece riconosciuto le aggravanti della premeditazione e della crudeltà e aveva quindi condannato Fontana all’ergastolo.

La Corte di Cassazione aveva disposto un primo annullamento del processo di secondo grado, manifestando dubbi sulla sussistenza dell’aggravante della premeditazione. L’aggravante era stata confermata anche nella seconda sentenza di appello, che era stata nuovamente annullata dalla Cassazione per lo stesso motivo, dando luogo al terzo processo d’appello.

Del femminicidio di Maltesi si discusse molto sui giornali e in televisione, anche a causa della sua violenza: fu uccisa all’inizio di gennaio, ma i resti del suo corpo vennero trovati in un bosco solo a marzo, all’interno di alcuni sacchi neri. Fu riconosciuta grazie ai suoi tatuaggi, perché il suo volto era stato sfigurato. Durante un interrogatorio, Fontana confessò di averla uccisa, di aver conservato il suo corpo in un freezer per settimane e di aver continuato a rispondere al telefono della donna fingendosi lei.