Davide Fontana, che aveva confessato di aver ucciso Carol Maltesi, è stato condannato all’ergastolo in appello

Due uomini in tuta bianca e un carabiniere camminano in fila indiana
Carabinieri della sezione investigazioni scientifiche di Brescia effettuano rilievi nella casa di Carol Maltesi, nell'aprile del 2022 (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

Mercoledì la Corte d’Assise d’appello di Milano ha condannato all’ergastolo Davide Fontana, il 45enne milanese che nel 2022 confessò di aver ucciso Carol Maltesi, una donna italo-olandese di 26 anni. Lo scorso giugno Fontana era stato condannato in primo grado a trent’anni di carcere per omicidio volontario aggravato, soppressione e occultamento di cadavere. Con il processo d’appello la Corte ha riconosciuto le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, che prima erano state escluse.

Del femminicidio di Maltesi, particolarmente violento, si parlò a lungo sui giornali e in televisione: fu uccisa all’inizio di gennaio del 2022, ma i resti del suo corpo furono trovati in un bosco il marzo successivo, sezionati in 15 parti e conservati in quattro sacchi neri.

Maltesi abitava a Rescaldina, in provincia di Milano, e aveva un figlio di sei anni che viveva con il padre; Fontana era un suo vicino di casa con cui aveva avuto una relazione. La donna aveva lavorato in un negozio all’aeroporto di Malpensa, poi in un centro commerciale di Rescaldina, e da meno di un anno aveva anche iniziato a lavorare nel cinema erotico, a cui si era avvicinata pubblicando dei video sul sito OnlyFans.

L’identificazione del corpo di Maltesi fu molto difficile, perché il suo volto era stato sfigurato. Le autorità di Brescia che stavano indagando sul caso decisero di diffondere una descrizione dei tatuaggi trovati sul corpo: grazie a quei dettagli e alla sua notorietà come attrice porno, Maltesi fu inizialmente riconosciuta da alcuni lettori del sito BsNews, e la sua identità fu poi confermata da ulteriori verifiche. Fontana confessò di averla uccisa il 28 marzo, dopo diverse ore di interrogatorio. Disse anche che per mesi aveva conservato il suo corpo in casa, in un freezer, e che aveva continuato a rispondere al telefono di Maltesi fingendo di essere lei.

– Leggi anche: L’omicidio di Carol Maltesi

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Dove chiedere aiuto
Se subisci violenza o stalking e cerchi aiuto o un consiglio, chiama il numero antiviolenza 1522: è gratuito e attivo 24h su 24. Dal sito puoi chattare direttamente con un’operatrice. Oppure contatta il centro antiviolenza più vicino. Qui l’elenco dei centri della Rete Di.Re.