Il Circo Massimo può reggere tutti questi concerti?
Non sembra che l'area archeologica ne stia risentendo, eppure i residenti sono preoccupati e chiedono più trasparenza
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Il 12 e il 13 settembre decine di migliaia di persone hanno riempito il Circo Massimo a Roma per i concerti di Jovanotti. Le fotografie che ritraggono la nota spianata in centro città stracolma di persone sono ormai una consuetudine di questi ultimi anni, in cui la giunta di centrosinistra di Roberto Gualtieri si è molto impegnata per portare a Roma e al Circo Massimo cantanti famosi, tra cui Bruce Springsteen, David Gilmour, Travis Scott, Vasco Rossi e nel 2027 anche Harry Styles. Mentre in passato erano relativamente rari, con Gualtieri il numero di concerti al Circo Massimo è aumentato in modo significativo.
L’amministrazione comunale ha rivendicato il successo di queste iniziative, che in effetti hanno reso Roma una meta musicale più ambita rispetto al passato, tanto che gli Oasis l’hanno scelta come unica tappa italiana del loro tour nel 2027. Ma ospitare concerti di questa portata significa anche gestire tutto quello che ci sta attorno, come l’afflusso di tantissime persone, e quindi di tantissime macchine.
Proprio le macchine sono state per anni un problema per i residenti. Due associazioni nei quartieri vicino al Circo Massimo si sono lamentate perché nelle serate dei concerti i residenti si sentivano invasi dalle auto parcheggiate ovunque, e hanno espresso preoccupazioni sul possibile impatto negativo su quello che è a tutti gli effetti un sito archeologico.

Bruce Springsteen al Circo Massimo, 21 maggio 2023 (ANSA)
Da un’indagine commissionata dal comune, presentata alla fine del 2025, è emerso che nel 2024 Roma era diventata per la prima volta la città che in Italia aveva ospitato più concerti, oltre duemila, in crescita del 34 per cento rispetto al 2023, nonché la prima città europea per crescita di eventi e spettatori. Il comune stima che tra il 2022 e il 2024 abbiano portato un giro d’affari di 2 miliardi e mezzo di euro solo per i grandi concerti organizzati al Circo Massimo, allo stadio Olimpico, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, alle Terme di Caracalla, all’Ippodromo delle Capannelle e al Palazzo dello Sport.
Secondo la Rete Comune Inquilini ATER San Saba, che riunisce gli abitanti delle case popolari del rione di San Saba, confinante con il Circo Massimo, in più occasioni «tantissimi spettatori venivano a parcheggiare qui, perfino sui marciapiedi e nei giardinetti, con il risultato che per i residenti le strade erano impraticabili», dice la portavoce Carla Spaziani. Per i concerti di Jovanotti il comune ha disposto un piano che prevedeva anche l’istituzione di varchi per gli abitanti di San Saba, cosa che ha in effetti funzionato e ha risolto buona parte dei problemi. Le macchine in ogni caso non sono sparite, ma si sono sparse in altri quartieri, come il Celio.
Anche all’Aventino, uno dei sette colli di Roma a ridosso del Circo Massimo, ci sono state rimostranze simili. La preoccupazione maggiore dell’associazione Amici dell’Aventino però, che tra soci e simpatizzanti è composta da circa trecento persone, riguarda le potenziali conseguenze negative delle vibrazioni meccaniche prodotte durante i concerti al Circo Massimo. Semplificando, queste vibrazioni sono quelle provocate da una folla di persone che saltano o comunque si muovono ritmicamente su un terreno (come appunto durante i concerti) e si trasmettono attraverso il suolo fino alle fondamenta degli edifici nei dintorni.
In alcuni casi questi concerti producono una lieve attività sismica, la maggior parte delle volte impercettibile per i nostri sensi, ma in ogni caso paragonabile a quella di un leggero terremoto. Non è una cosa nuova per i concerti che richiamano decine di migliaia di persone: nel 2023 per esempio se n’era molto parlato dopo due concerti di Taylor Swift a Seattle, negli Stati Uniti. Ma anche nel 1987 durante il concerto degli U2 allo stadio Flaminio di Roma il rumore e le vibrazioni furono tali che ai vigili del fuoco arrivarono chiamate allarmate di alcuni abitanti del quartiere, che temevano appunto un terremoto.
Qualcosa di simile è avvenuto nel 2023 durante il concerto di Travis Scott al Circo Massimo, racconta Enrico Barbieri, vicepresidente dell’associazione Amici dell’Aventino. Barbieri dice che in quell’occasione tremarono lampadari e vetri di moltissime case, tanto che le persone uscirono per strada preoccupate che stesse per crollare qualcosa. Barbieri dice che da allora non ci sono stati effetti paragonabili, ma loro vorrebbero essere rassicurati sul fatto che i grandi eventi al Circo Massimo non rischino di danneggiare le case e in generale il patrimonio archeologico dell’Aventino, vista anche la conformazione del colle. Anche per questa ragione a febbraio del 2025 l’associazione aveva presentato un esposto ai carabinieri.

Travis Scott al Circo Massimo, 7 agosto 2023 (ANSA/ALESSANDRA MAGLIARO)
L’Aventino infatti poggia su una serie di gallerie e cave scavate dagli antichi romani, che estraevano dal sottosuolo la pozzolana, una cenere vulcanica usata per creare il calcestruzzo. Sono spazi di cui non conosciamo bene l’estensione, perché non sono mai stati completamente esplorati e censiti, e il timore dell’associazione è che le vibrazioni possano avere un effetto amplificato da queste cave e causare dei danni. «Noi non siamo contrari a priori agli eventi al Circo Massimo, vorremmo però che venissero fatte delle verifiche specifiche sull’Aventino», dice Barbieri.
Nel 2024 il comune di Roma insieme ad altri enti, tra cui i ministeri dell’Università e della Cultura e la Soprintendenza Speciale di Roma, si erano dati l’obiettivo di elaborare delle linee guida a tutela dell’area del Circo Massimo in occasione dei grandi eventi, e di realizzare uno studio scientifico sugli effetti delle vibrazioni.
Secondo le relazioni tecniche dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e del Politecnico di Torino sulle vibrazioni prodotte durante eventi tra il 2022 e la fine del 2024, il valore di soglia per evitare danni ai monumenti è stato superato significativamente almeno due volte: al concerto del primo maggio del 2024, che si è tenuto al Circo Massimo invece che nella solita piazza San Giovanni, e al concerto di Travis Scott, quando le vibrazioni furono così forti da superare le capacità degli strumenti di misurarle. A Capodanno del 2024 le vibrazioni avevano invece superato la soglia massima fissata solo di poco.
Più in generale dai rilievi era emersa una correlazione tra i picchi di energia sismica e il numero di battiti al minuto (BPM). Le relazioni, comunque, non hanno rilevato danni significativi prodotti dalle vibrazioni, analogamente a quanto emerso da uno studio del 2021, che però aveva raccomandato ulteriori indagini sui loro effetti. Per queste ragioni l’INGV e il Politecnico avevano raccomandato di eliminare i DJ set al Circo Massimo e di preferire i concerti con il pubblico seduto.
Sempre nel 2025 l’assessore al Turismo e ai grandi eventi Alessandro Onorato aveva confermato che sulle vibrazioni «c’è un monitoraggio costante» della Sovrintendenza comunale svolto insieme all’INGV, al CNR (Consiglio nazionale delle ricerche) e al Politecnico di Torino. Aveva inoltre assicurato che tutti i concerti vengono organizzati «nel pieno rispetto delle prescrizioni delle soprintendenze».
L’associazione ha chiesto all’assessorato di avere accesso agli atti e ai provvedimenti del comune per autorizzare i concerti del 2025 e del 2026, e siccome l’assessorato tardava a fornirli ha presentato diversi ricorsi al Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio per ottenere l’accesso. Onorato punta molto sulle sedi più note e centrali, come l’Olimpico e il Circo Massimo, appunto: «Il patrimonio antico deve rivivere, con regole precise, dallo scorrere della modernità», ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. «Un grande evento è anche l’occasione per le amministrazioni pubbliche per incassare tanti soldi da utilizzare per il restauro e la conservazione del bene, che altrimenti per problemi di bilancio non potrebbero avere».
Per quanto riguarda le associazioni, il rapporto con il comune e in particolare con Onorato non è sempre stato dei migliori. Quando nel 2025 gli Amici dell’Aventino presentarono l’esposto, Onorato disse: «Questo comitato contro i concerti è composto da una piccola minoranza di persone, ma rumorosa. Chi abita di fronte evidentemente non vuole togliersi il privilegio di portare il cane al Circo Massimo invece di avere un grande evento», e i membri dell’associazione la presero piuttosto male.



