I sorteggi sono la soluzione per i biglietti dei concerti più richiesti?

Quello scelto dagli Oasis è un sistema criticato e imperfetto per provare a gestire una domanda enorme riducendo gli imprevisti

Le prime file di fan dietro la transenna sotto il palco
Il pubblico del concerto degli Oasis a Sydney, in Australia, il 7 novembre 2025 (Chris Putnam/Zuma Press Wire/Ansa)
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Lunedì gli Oasis hanno annunciato le date del loro tour del 2027 e, contestualmente, la modalità per comprare i biglietti. È un metodo un po’ contorto ma non nuovo, simile a quello utilizzato in anni recenti da altri musicisti e gruppi famosi come i Radiohead e Taylor Swift. Serve a limitare alcuni dei problemi più noti delle vendite generali dei biglietti degli eventi molto richiesti, ma a sua volta è spesso criticato. Perché prevede un elemento di casualità che non piace a molti, perché spesso le sue applicazioni hanno funzionato male e perché, nonostante tutto, non garantisce a nessuno di riuscire ad avere un biglietto alla fine della trafila.

Per comprare i biglietti per una data del tour degli Oasis serve registrarsi al sito ufficiale del gruppo, fornendo i propri dati personali e indicando in ordine di preferenza in quali città del tour (tre al massimo) si è disposti ad andare. Una parte delle persone registrate sarà poi selezionata casualmente e riceverà per email nei prossimi giorni un codice per accedere alle vendite dei biglietti per l’unica città che gli sarà stata assegnata, tra quelle indicate in fase di registrazione.

Avere un codice significa avere la possibilità ma non la certezza di comprare i biglietti: perché anche dopo la prima scrematura, la domanda sarà molto superiore rispetto alla disponibilità. In pratica, nonostante la preselezione casuale di un numero limitato di persone registrate, molte di queste troveranno comunque tutti i biglietti esauriti al momento dell’acquisto, gestito da Ticketmaster. E questo perché altre persone registrate e con il codice saranno state più veloci e avranno acquistato più di un biglietto ciascuna (se ne possono prendere al massimo 4 per ogni codice), o per altri motivi difficili da prevedere e conoscere in anticipo.

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Questa modalità di vendita dei biglietti, come altre simili utilizzate da altri gruppi, serve di fatto a smaltire in più tempo e gestire in più passaggi code virtuali lunghissime, nei casi in cui si prevede il tutto esaurito già pochi minuti, a volte secondi, dopo l’apertura delle vendite. Di solito la richiesta per eventi del genere è così grande da mandare in tilt le infrastrutture telematiche degli intermediari incaricati delle vendite. E di conseguenza, con la classica vendita aperta a tutti a partire dal giorno e dall’ora x, riuscire ad accaparrarsi un biglietto è spesso più una questione di fortuna che di rapidità, perché la vendita è caotica e piena di malfunzionamenti e interruzioni impreviste.

Con il metodo scelto dagli Oasis e da altri il fattore della casualità, anziché essere un imprevisto della procedura, è introdotto esplicitamente e dichiarato a priori: un sorteggio tra i registrati, indipendentemente dall’ordine cronologico di registrazione, stabilisce chi può accedere alle vendite.

Il rischio di frustrazioni rimane, perché appunto solo una parte dei registrati riceve il codice per accedere alle vendite, e anche le persone preselezionate non sono sicure di trovare biglietti disponibili. Ma il metodo, in teoria, dovrebbe quantomeno filtrare e ridurre il carico di utenti sui siti e sulle piattaforme al momento della vendita effettiva, e quindi limitare il rischio di malfunzionamenti da sovraccarico. Tra i suoi vantaggi, c’è anche che riduce drasticamente il numero di persone che alla fine avranno passato delle ore appresso ai biglietti senza riuscire poi a ottenerli.

Raccogliere i dati personali attraverso i passaggi intermedi è anche un modo per assicurarsi, per quanto possibile, che a comprare i biglietti siano persone e non sistemi automatici. Tra i dati che è necessario fornire ci sono infatti un indirizzo email valido (che deve coincidere con quello di registrazione a Ticketmaster), la città di residenza e il numero di telefono personale. E tutto questo dovrebbe servire a limitare il fenomeno del bagarinaggio e del secondary ticketing, cioè il caso dei biglietti acquistati da bot automatici e subito rimessi in vendita su siti specializzati a prezzi maggiorati.

Come ogni altro sistema, anche quello della registrazione e del sorteggio ha diversi limiti ed è molto contestato. Uno degli aspetti più sgraditi è che il criterio della casualità ne esclude altri possibili e più o meno legittimi, a seconda dei punti di vista: per esempio, la disponibilità dei fan a passare moltissimo tempo in coda pur di essere i primi. Era un criterio essenziale, quando le code non erano virtuali e le persone si accampavano fuori dai negozi fisici per ore, spesso dalla sera prima, con tutti i disagi annessi, pur di riuscire a comprare un biglietto.

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Di sicuro non è un criterio significativo sapere «quale disco degli Oasis uscì nel 1995?», visto che basta una ricerca di pochi secondi su Internet per scoprire la risposta. È la domanda inclusa nella procedura di registrazione per l’acquisto dei biglietti del tour del 2027, descritta come un test per «riconoscere i veri fan» e assicurarsi che lo siano gli aspiranti acquirenti. Alcuni l’hanno interpretata piuttosto come una domanda per riconoscere che a registrarsi sia un umano e non un bot.

Un altro motivo di grande insoddisfazione per questo sistema è che non esclude la possibilità di malfunzionamenti e disservizi. Possono capitare lo stesso, perché la coda di solito è comunque lunghissima, nonostante la preselezione, o perché altre infrastrutture coinvolte in fase di registrazione a volte non funzionano.

In occasione dei concerti dei Radiohead in Europa nel 2025, sette anni dopo il loro precedente tour, molte persone avevano segnalato che, nonostante la registrazione sul sito fosse andata apparentemente liscia, non avevano mai ricevuto il codice di verifica sul telefono. Per i loro concerti in programma in Australia e in Giappone nel 2027, i Radiohead hanno comunque scelto di riutilizzare lo stesso sistema, ricevendo critiche da alcuni e apprezzamenti da altri.

Un altro motivo di contestazione frequente riguarda il prezzo dei biglietti e il poco tempo a disposizione per decidere se comprarli. Di solito le persone fortunate e ostinate che riescono ad accedere alle vendite, dopo tutta la trafila, hanno pochissimi minuti per concludere l’acquisto. Spesso non hanno nemmeno il tempo di decidere se valga la pena acquistare gli unici biglietti disponibili oppure no, se siano posti buoni o pessimi. E il prezzo è generalmente molto alto in ogni caso, anche perché l’intermediario incaricato della prevendita è soltanto uno, e sia la mancanza di concorrenza che la scarsità di date disponibili fanno sì che, tra un tour e l’altro, i prezzi aumentino senza particolari limiti e solo in funzione dell’interesse delle persone.

Un sistema di vendita diverso da quello della lotteria e molto più contestato, per esempio, è quello del dynamic pricing, un algoritmo che cambia il prezzo di un prodotto in vendita online sulla base di quanto le persone sono disposte a pagare per averlo. Ticketmaster lo utilizzò per il tour di Bruce Springsteen nel 2023, suscitando moltissime polemiche perché aveva portato il prezzo di vendita di alcuni singoli biglietti a oltre 5mila dollari l’uno.

La gestione delle code virtuali per i biglietti dei concerti è da tempo un argomento di discussioni molto animate, soprattutto da dopo la pandemia, e cioè da quando la domanda di partecipazione agli eventi dal vivo è aumentata notevolmente più o meno dappertutto. Da occasioni di ritrovo per appassionati e fan di un certo gruppo, i concerti sono diventati eventi a cui partecipano migliaia di persone diverse, non soltanto i fan, anche solo per la voglia di condividere una grande esperienza collettiva.

Per tutta una serie di fattori eccezionali, i concerti recenti degli Oasis – sia quelli del 2025, sia i prossimi, nel 2027 – incarnano forse più di ogni altro evento questa evoluzione. Gli Oasis hanno una base estesissima di fan storici e molto fedeli. Prima del tour del 2025, non suonavano insieme dal 2009. E la sensazione di costante precarietà della pace tra i due fratelli e leader del gruppo, Liam e Noel Gallagher, contribuisce a rendere i concerti eventi potenzialmente irripetibili. In definitiva, la domanda è sempre di gran lunga superiore all’offerta di biglietti, e la delusione di molti fan è inevitabile a prescindere dal sistema di vendita.

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