Il “tempio del volley” nella “capitale della pallavolo”
Breve storia di come Modena divenne centrale per la pallavolo italiana e del suo palazzetto, in cui l'Italia gioca i gironi degli Europei
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In questi giorni l’Italia sta giocando i gironi degli Europei maschili di pallavolo al PalaPanini di Modena. Sono un palazzetto e una città con una lunga e celebrata tradizione pallavolistica, come si vede già dai loro appellativi. Il PalaPanini, abbreviazione di Palazzo dello sport Giuseppe Panini, è soprannominato il tempio del volley, e Modena la capitale della pallavolo. Come spesso accade quando si parla di pallavolo italiana degli ultimi decenni, a un certo punto c’è di mezzo Julio Velasco.
Il PalaPanini ha 5.211 posti e fu costruito nel 1985. Nei quattro anni successivi alla sua inaugurazione il Gruppo Sportivo Panini, o semplicemente la Panini, com’era nota al tempo la principale squadra di pallavolo di Modena, vinse quattro campionati consecutivi. Fu una delle squadre migliori nella storia del campionato italiano: buona parte del gruppo avrebbe poi formato la “generazione di fenomeni”, quella della Nazionale capace di vincere tre Mondiali di fila tra il 1990 e il 1998.
In quella Panini giocarono Andrea Lucchetta, Lorenzo Bernardi, Luca Cantagalli, Fabio Vullo e Ferdinando De Giorgi, oggi allenatore dell’Italia maschile. Lo sponsor era appunto la casa editrice nota soprattutto per le figurine, e l’allenatore Velasco. Sin da subito, quindi, il PalaPanini fu associato a una squadra dominante e spettacolare.

La Panini Modena della stagione 1985-1986: ai lati l’allenatore Julio Velasco (a destra) e il suo vice Massimo Barbolini (a sinistra), che oggi lavorano assieme nella Nazionale italiana femminile
La storia pallavolistica di Modena però ha origini parecchio più antiche del PalaPanini e anche della Panini stessa. Il campionato italiano c’è dal 1946 e dopo che le prime stagioni furono dominate da Ravenna e Parma, tra il 1953 e il 1963 accadde qualcosa di irripetuto e probabilmente irripetibile: tre squadre di Modena – la Minelli, l’Avia Pervia e la Villa d’Oro – si spartirono undici Scudetti maschili consecutivi (e nove secondi posti).
Tutte e tre le società furono fondate poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale e da subito si radicarono nel territorio, riuscendo a coinvolgere diversi sponsor locali. La concorrenza tra le squadre contribuì a renderle più competitive, ma anche a far appassionare la gente e favorire alcune innovazioni nel gioco: la Minelli fu tra le primissime squadre a usare lo schema del doppio palleggiatore, all’epoca rivoluzionario.
Fu un circolo virtuoso grazie al quale Modena per un decennio dominò la pallavolo italiana. Anche nel femminile: tra il 1953 e il 1959 gli Scudetti furono vinti tutti dall’Indomita Modena, da poco inglobata dalla Minelli, e soprattutto dall’Audax Modena, che pur restando formalmente una squadra a sé aveva legami con l’Avia Pervia di Franco Anderlini.

Franco Anderlini, una persona molto importante per la storia della pallavolo modenese (LaPresse Torino/Archivio storico)
Tutto questo accadde quando doveva ancora essere fondata la squadra di Modena più vincente, la Panini appunto, che vinse il suo primo Scudetto nel 1970. Negli anni Novanta divenne la Daytona Volley e vinse pure quattro Champions League, la prima delle quali quando ancora era sponsorizzata dalla Panini. Ancora oggi la squadra gioca nella Superlega, il principale campionato italiano, con il nome di Modena Volley: ha vinto l’ultimo dei suoi 12 Scudetti (un record) dieci anni fa, nel 2016.
Il PalaPanini è il terzo palazzetto italiano per capienza nella Superlega, con qualche centinaio di spettatori in meno rispetto a quelli di Verona e Milano. Ci gioca anche la squadra femminile del Modena Volley, che fa il campionato di A3. Il Volley Modena invece, squadra femminile indipendente dal Modena Volley, la scorsa stagione aveva chiesto di giocare lì il campionato di A2, ma l’autorizzazione le era stata negata, nonostante il palazzetto sia comunale, e non di proprietà del Modena Volley.
Negli anni il PalaPanini ha ospitato partite dei Mondiali maschili e femminili, degli Europei, di Champions League e di varie finali Scudetto, la più celebre delle quali fu la quinta e decisiva partita della serie tra la Daytona Modena e la Sisley Treviso, nel 1997. Il palazzetto è stato sede anche di vari concerti: negli anni Ottanta e Novanta vi si esibirono, tra gli altri, i Simple Minds, i Ramones, i Cure, i Nirvana, Peter Gabriel e gli Iron Maiden.

Un biglietto del concerto dei Nirvana a Modena nel 1994, quando ancora il PalaPanini non era stato intitolato a Giuseppe Panini (livenirvana.com)
L’Italia ha vinto le prime due partite giocate a Modena in questi Europei, contro Grecia e Slovacchia, per le quali il PalaPanini era tutto esaurito. Tra martedì e giovedì affronterà Cechia e Slovenia, poi si sposterà a Torino e, se sarà ancora in gioco per semifinali e finale, a Milano.
In precedenza aveva battuto pure la Svezia, nella partita inaugurale giocata in piazza del Plebiscito, a Napoli. Con due giornate di anticipo, quindi, ha ottenuto la qualificazione per gli ottavi di finale. Non ha giocato sempre in modo brillante, ma ha perso per ora un solo set (ai vantaggi) e l’allenatore Ferdinando De Giorgi ha fatto diverse rotazioni tra i titolari e le riserve.



