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  • Lunedì 14 settembre 2026

In Corea del Sud un’app localizza le persone accusate di stalking in tempo reale

Quando la persona monitorata si avvicina alla vittima, il sistema avvisa le autorità e permette di seguirne gli spostamenti

Una donna ammira lo skyline di Seul, in Corea del Sud, 21 luglio 2024 (SeongJoon Cho/Bloomberg/Getty Images)
Una donna ammira lo skyline di Seul, in Corea del Sud, 21 luglio 2024 (SeongJoon Cho/Bloomberg/Getty Images)
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A giugno in Corea del Sud è entrata in funzione un’applicazione che permette alle vittime di stalking di conoscere in tempo reale la posizione delle persone a cui è stato imposto di indossare il braccialetto elettronico perché le hanno perseguitate. L’app mostra sulla mappa la posizione e gli spostamenti della persona monitorata e può aiutare le vittime a mettersi al sicuro se questa si avvicina.

L’app collega la geolocalizzazione del braccialetto elettronico attaccato alla caviglia della persona accusata di stalking con quella del cellulare della persona seguita. Quando la distanza tra le due persone scende sotto il chilometro, viene inviato un allarme alla polizia e uno ai servizi sociali, che si mettono in contatto telefonico con la vittima.

In Corea del Sud la polizia può chiedere al tribunale di obbligare una persona accusata di stalking a indossare un braccialetto elettronico per tracciarne gli spostamenti come misura preventiva, e lo fa specialmente quando ci sono episodi recidivi di stalking o quando sono stati emessi ordini restrittivi nei confronti di uno stalker.

L’iniziativa dell’app è stata annunciata dal ministero della Giustizia sudcoreano ad aprile, dopo che nel paese si sono susseguiti alcuni di femminicidi di donne che avevano già denunciato il partner per stalking. Uno degli ultimi casi risale a marzo, quando un uomo che indossava il braccialetto elettronico è stato accusato di aver bloccato l’auto della sua ex compagna a nord-est di Seul, di averne rotto il finestrino con un trapano e di averla accoltellata e uccisa. Un tribunale gli aveva già vietato di avvicinarsi a lei dopo che la donna lo aveva denunciato per stalking. L’uomo adesso è sotto processo per omicidio.

Secondo i dati forniti dal governo nel 2024 quasi l’80 per cento delle persone che hanno subito stalking in Corea del Sud erano donne, mentre il 76,2 per cento degli autori di reati di stalking erano uomini. Dal 2021, anno in cui è stata introdotta una legge specifica contro lo stalking, le denunce sono triplicate: nel 2025 sono state 44.687. Tra il 2024 e il 2025 la polizia ha arrestato 29.404 persone con l’accusa di stalking.

La legge del 2021 definisce lo stalking e ne criminalizza le attività come pedinamenti persistenti, sorveglianza e comunicazioni reiterate indesiderate. La legge ha poi subìto una revisione nel 2023, per includere il cyberstalking. Il reato di stalking è punito con pene detentive fino a tre anni, e chi viene trovato in possesso di armi rischia una pena massima di cinque anni.

La localizzazione delle persone sospettate di stalking e l’app sono gestite dal ministero della Giustizia attraverso due centri di controllo, uno a Seul e uno a Daejeon, una città più a sud della capitale. Nei centri si ricevono più di 19mila segnalazioni al giorno, relative a più di 5mila persone sottoposte a monitoraggio elettronico. Ogni giorno per circa 300 di queste segnalazioni è richiesto l’intervento di un agente sul posto.

Tra le 400 persone che stanno utilizzando l’app le opinioni sul funzionamento sono contrastanti: se conoscere la posizione del potenziale aggressore può essere utile, ci sono donne che comunque non si sentono al sicuro. Sujeong Kim, direttrice in un centro sudcoreano che offre consulenza sui diritti delle donne e sulla violenza di genere, ha ipotizzato che fornendo queste informazioni alle vittime si rischia di scaricare su di loro la responsabilità della propria sicurezza, e non sulle forze dell’ordine che dovrebbero agire in tempo.

C’è poi anche un problema di sproporzione tra le richieste di imporre il braccialetto elettronico e quelle effettivamente accordate dai tribunali: delle 1.187 richieste presentate dalla polizia tra il 2024 e il 2025 ne sono state accolte solo 427.

In Italia è aperto da tempo un dibattito sull’utilità dei braccialetti elettronici usati come misura preventiva e deterrente contro lo stalking, sui malfunzionamenti che spesso riguardano questi dispositivi e sulle difficoltà di gestione dei braccialetti da parte delle forze dell’ordine.

– Leggi anche: Perché i braccialetti elettronici “antistalking” non funzionano