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  • Giovedì 10 settembre 2026

La pallavolo fuori dai palazzetti

All'aperto è sempre un evento, ma per chi gioca cambiano alcune cose; oggi l'Italia lo fa a Napoli, nella prima partita degli Europei maschili

di Gianluca Cedolin, da Napoli

Italia-Brasile sul campo centrale del Foro Italico, a Roma, nel 2015 (Paolo Bruno/Getty Images)
Italia-Brasile sul campo centrale del Foro Italico, a Roma, nel 2015 (Paolo Bruno/Getty Images)
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Giovedì sera l’Italia comincerà gli Europei maschili di pallavolo affrontando la Svezia a Napoli, in un’arena allestita per l’occasione in piazza del Plebiscito. Ci saranno 6.500 spettatori e si giocherà all’aperto. Ci sono motivi storici, strutturali e pratici per cui a pallavolo si gioca in palazzetti e palestre. Ma a volte la pallavolo prova a farsi notare andando all’aperto, magari in luoghi suggestivi. È spesso uno spettacolo interessante, che riesce nel suo intento; ma ci sono state anche volte in cui qualcosa è andato storto.

Il campo in piazza del Plebiscito, Napoli (Gianluca Cedolin/Il Post)

Anche per gli Europei femminili di tre anni fa la prima partita si giocò all’aperto, all’Arena di Verona, davanti a oltre 9mila persone: l’Italia batté la Romania per 3 set a 0, nel giorno dell’esordio di Kate Antropova. Il contesto di quella partita fu molto apprezzato ed è anche grazie a quel successo che, alla prima occasione buona, la federazione italiana ha deciso di giocare di nuovo all’aperto una partita degli Europei, che oltre che in Italia si giocano anche in Bulgaria, Finlandia e Romania.

«Dopo l’Arena di Verona abbiamo scelto un’altra piazza iconica, piazza del Plebiscito a Napoli», aveva spiegato il presidente federale Giuseppe Manfredi, che ha avuto l’idea di piazza del Plebiscito assieme al suo omonimo Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli. L’arena, finanziata da federazione e sponsor, avrà due grandi tribune sul lato lungo e una più piccola sul lato corto, con alle spalle il Palazzo Reale e di fronte la cupola della basilica di San Francesco di Paola.

Giocare lì è anche l’unico modo per giocare a Napoli, che non ha un palazzetto adatto a una partita degli Europei. In caso di pioggia, infatti, Italia-Svezia si giocherà venerdì al Palasele di Eboli, in provincia di Salerno, a 90 chilometri da Napoli.

Italia-Romania, partita inaugurale degli Europei femminili del 2023 (Fiorenzo Galbiati/Federvolley)

All’Arena di Verona si giocò anche un’altra partita, per certi versi storica. Era il 23 maggio del 1988 e, in preparazione alle Olimpiadi di Seul, si affrontarono Stati Uniti e Unione Sovietica. Fu la prima partita dopo i reciproci boicottaggi olimpici: quello del 1980 degli Stati Uniti a Mosca, e quello del 1984 dell’URSS a Los Angeles. A presentare la serata c’era Pippo Baudo e a guardare la partita c’erano migliaia di spettatori: vinsero gli Stati Uniti, che pochi mesi dopo vinsero anche la finale olimpica, proprio contro l’URSS.

Nel 2014 e nel 2015 due partite della World League (l’attuale Nations League) maschile si tennero al Foro Italico, sul campo centrale in cui di solito si giocano le partite più importanti degli Internazionali di tennis. L’Italia batté un anno la Polonia e quello successivo il Brasile, quest’ultimo vincendo il quinto e decisivo set per 16-14. «Le emozioni contano nella vita come nella pallavolo, giocare in questo impianto è stato straordinario», disse Mauro Berruto, all’epoca allenatore dell’Italia.

Nel 2023 al Memorial Stadium di Lincoln, in Nebraska, due squadre universitarie statunitensi si affrontarono di fronte a oltre 92mila persone. È considerato l’evento sportivo femminile con il maggior numero di spettatori presenti.

Nebraska Cornhuskers-Omaha Mavericks, 30 agosto del 2023 (Steven Branscombe/Getty Images)

Andò invece meno bene quando la Supercoppa italiana femminile fu organizzata in piazza dei Signori a Vicenza. Nella prima semifinale, giocata alle 18, Conegliano batté Scandicci e non ci furono grandi problemi. Durante la seconda partita però, tra Busto Arsizio e Novara, l’umidità serale rese molto scivoloso il taraflex, la superficie plastica dei campi di pallavolo. Dopo alcune scivolate delle atlete e le successive lamentele degli allenatori, la partita fu sospesa; riprese il giorno successivo, al chiuso.

Le condizioni di un campo all’aperto sono a volte un problema per la pallavolo, uno sport con costanti salti e cambi di direzione, in cui servono equilibrio e stabilità.

Dopo il primo allenamento (serale) in piazza del Plebiscito, Simone Giannelli – alzatore e capitano della Nazionale – ha detto che la superficie di gioco non era particolarmente scivolosa: «Pensavo peggio». Anche l’allenatore dell’Italia, Ferdinando De Giorgi, ha detto che «non ci sono stati problemi di condensa, che era una delle cose che temevamo: c’era un bel pavimento morbido per i giocatori, che sono contenti così saltano di più».

Il rischio di scivolare non è l’unico problema, comunque: «Ci sono un po’ di difficoltà legate al gioco, come l’aria che sposta il pallone: cose a cui non siamo abituati, noi che siamo sempre chiusi nei palazzetti e al massimo abbiamo l’aria condizionata», ha detto De Giorgi.

Il vento può in effetti cambiare la direzione della palla in certe situazioni: nel lancio che si fanno i giocatori prima di una battuta in salto, oppure nelle alzate (soprattutto quelle alte, diceva Giannelli) o nelle battute stesse, soprattutto quelle float, cioè con la palla che non ruota ma ondeggia in modo imprevedibile nella sua traiettoria.

Nel beach volley, a differenza che nella pallavolo, le condizioni del vento sono una variabile con cui giocatrici e giocatori fanno i conti di continuo, così come la luce del sole; a Napoli si giocherà la sera e i riflettori, a differenza che in un palazzetto, non saranno sul soffitto. Giocare col buio all’aperto, secondo Giannelli e De Giorgi, potrebbe essere una cosa positiva: «Il fatto che ci sia buio in alto aiuta nella visuale della palla», ha detto De Giorgi. Giannelli, in modo pure un po’ poetico, ha detto che «il cielo è un soffitto nero».

Entrambi, comunque, hanno parlato con grande entusiasmo dell’opportunità di giocare in un contesto del genere. Giannelli, che cominciò a giocare con la Nazionale proprio nel 2015, ma che non era presente al Foro Italico, ha detto che piazza del Plebiscito diventerà «uno dei posti più belli in cui ho giocato in vita mia».

L’allenamento dell’Italia sul campo in piazza del Plebiscito, Napoli, 9 settembre 2026 (Gianluca Cedolin/Il Post)

Italia-Svezia si giocherà stasera, giovedì, alle 21:05, e sarà trasmessa in chiaro dalla Rai (su Rai 2) e anche su Sky Sport, su NOW e su DAZN.