• Italia
  • Giovedì 10 settembre 2026

A Niscemi la frana continua a muoversi

Si è aperta una nuova frattura lunga 60 metri, mentre gli sfollati devono decidere se rimanere o lasciare il paese

La frana di Niscemi
La frana di Niscemi (ANSA/Rosario Cauchi)
Caricamento player

Una nuova spaccatura lunga circa 60 metri si è aperta a Niscemi, in Sicilia, vicino al fronte della frana lunga quasi 4 chilometri che il 25 gennaio scorso ha costretto centinaia di persone ad abbandonare all’improvviso le loro case. La frattura si estende nella zona rossa, quella ancora transennata e non accessibile perché non sicura, ma è considerata un segnale preoccupante perché dimostra che la frana continua a muoversi.

Dal 25 gennaio geologi e tecnici continuano a controllare ogni movimento del fronte. La nuova spaccatura non era attesa perché nelle ultime settimane a Niscemi non ha piovuto, mentre a gennaio era stata proprio la pioggia a innescare la frana infiltrandosi nel terreno. «Tutto viene costantemente monitorato ma non possiamo negare di essere preoccupati», ha detto il sindaco Massimiliano Conti. «In questo periodo non ci sono piogge, quindi questo fenomeno bisogna approfondirlo e comprenderlo. Fa parte certamente della naturale evoluzione del fronte frana, però vogliamo essere certi che non si tratti di una riattivazione del fenomeno franoso».

Martedì a Niscemi è arrivato Fabio Ciciliano, capo del dipartimento della Protezione civile e commissario straordinario per l’emergenza. Ciciliano ha detto che la nuova frana non modifica il perimetro di sicurezza e che non ci sono ulteriori rischi per le persone che abitano vicino alla zona rossa, ma anche che bisognerà tenere d’occhio quale impatto avranno le piogge su questo territorio così delicato.

Ciciliano ha poi parlato dei rimborsi messi a disposizione per le persone sfollate: sono 574, appartenenti a 236 nuclei familiari. In totale sono stati stanziati 150 milioni di euro, di cui 75 per i rimborsi e altri 75 per mettere in sicurezza la frana. Dopo mesi di attesa, gli abitanti sfollati ora hanno poco tempo per decidere cosa fare: nei prossimi 45 giorni dovranno scegliere se comprare un’altra casa a Niscemi, comprare un terreno e ricostruire oppure trasferirsi da un’altra parte.

I contributi sono stati pensati per trattenere le persone. Chi decide di rimanere e ricostruire la casa a Niscemi avrà 1.573 euro al metro quadro, chi compra casa in un altro comune 600 euro. Secondo il comitato che rappresenta gli abitanti sfollati, questa distribuzione è ingiusta perché crea sfollati di serie A e di serie B. «Ci sono anziani che hanno perso tutto e ai quali non si può chiedere di trovare la forza per ricostruire», ha detto Francesco Rizzo, presidente del Comitato Evento Franoso. «Alcune famiglie avevano già ricostruito dopo la frana del 1994 e oggi si ritrovano nuovamente davanti alla stessa paura. Hanno il diritto di dire basta senza essere penalizzate».

– Leggi anche: Tutte le aree a rischio frana in Italia