Lo scrittore Kamel Daoud è stato prosciolto da un’accusa di diffamazione legata al suo libro sulla guerra civile algerina

Kamel Daoud durante un evento a Strasburgo, in Francia, 18 aprile 2025 (Nicolas Roses/ABACAPRESS.COM via ANSA)
Kamel Daoud durante un evento a Strasburgo, in Francia, 18 aprile 2025 (Nicolas Roses/ABACAPRESS.COM via ANSA)

Lo scrittore algerino naturalizzato francese Kamel Daoud è stato prosciolto in un processo per diffamazione a Parigi legato al libro Houris, con cui nel 2024 vinse il premio Goncourt. Saâda Arbane, una donna algerina sopravvissuta con gravi danni fisici alla guerra civile avvenuta tra il 1992 e il 2002 nel suo paese, aveva sostenuto che Daoud avesse usato la sua storia personale nel libro, senza che lei avesse dato il suo consenso. In seguito lo aveva accusato di diffamazione per una lunga intervista data al quotidiano francese Le Figaro nell’aprile del 2025 in cui Daoud sembrava insinuare, senza citarla esplicitamente, che si fosse esposta contro di lui per conto del governo algerino.

L’avvocato di Arbane aveva sostenuto che, malgrado il nome della donna non comparisse nell’intervista, lei fosse «perfettamente identificabile». La sezione del tribunale di Parigi specializzata in casi di diffamazione invece ha stabilito che non lo è e che per questo non si può provare che ci sia stata diffamazione. Il tribunale ha pertanto condannato Arbane a pagare 1.500 euro di risarcimento per i danni subiti a Marc Feuillée, l’amministratore delegato del gruppo che controlla Le Figaro, e 1 euro allo scrittore.

Arbane aveva già fatto causa a Daoud per violazione della privacy sostenendo che avesse scoperto la sua storia grazie alla moglie, che la seguiva come psichiatra. La data di inizio di quel processo non è ancora nota. Lo scorso aprile Daoud aveva denunciato di essere stato condannato a tre anni di carcere in contumacia (cioè senza essere presente) in Algeria perché Houris viola una legge algerina che vieta la discussione pubblica sulla guerra civile.

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