Lo scrittore Kamel Daoud ha detto di essere stato condannato a tre anni di carcere in Algeria per il suo romanzo sulla guerra civile

Kamel Daoud (AP Photo/Aurelien Morissard)
Kamel Daoud (AP Photo/Aurelien Morissard)

Il giornalista e scrittore algerino Kamel Daoud ha detto di essere stato condannato a tre anni di carcere in Algeria perché il suo romanzo Houris‚ vincitore nel 2024 del prestigioso premio letterario francese Goncourt, viola una legge che vieta la discussione pubblica sulla violenta guerra civile algerina, avvenuta tra il 1992 e il 2002. La condanna, dice Daoud, prevede anche il pagamento di una sanzione di 5 milioni di dinari algerini, cioè più di 32mila euro. Lo scrittore è stato processato in contumacia (cioè senza essere presente) ed è oggetto di due mandati di arresto internazionali emessi dall’Algeria nel 2025.

Il libro racconta la storia di una ragazza rimasta muta a causa di un taglio alla gola subìto durante la guerra civile, periodo in cui il governo e l’esercito algerini usarono la paura delle violenze come strumento per indebolire i movimenti di ribellione, riuscendo a contenere anche le primavere arabe. La legge in base alla quale è stato condannato Daoud è la Carta per la pace e la riconciliazione nazionale, che fu promulgata dopo la fine della guerra e punisce chiunque «strumentalizzi le ferite della tragedia nazionale».

Daoud è stato condannato in seguito a una denuncia da parte di un’organizzazione algerina in sostegno alle vittime del terrorismo, ma per lo stesso romanzo sarà sottoposto anche a un altro processo: Saâda Arbane, una donna algerina ed ex paziente della moglie dello scrittore, una psichiatra, lo ha infatti accusato di aver basato la trama di Houris sulla sua storia personale, senza il suo consenso.

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