In Spagna si cena sempre più presto
Le prenotazioni nei ristoranti sono sempre più concentrate alle 21 o addirittura alle 20, e anche a casa si mangia leggermente prima di un tempo
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Una delle abitudini culturali più note della Spagna è cenare molto tardi, anche dopo le 22: i ristoranti di solito non si riempiono prima delle 21:30, e le cene possono protrarsi ampiamente dopo mezzanotte. Anche a casa tradizionalmente l’orario della cena è molto più tardo rispetto a quello della maggior parte degli altri paesi europei.
Da qualche tempo però sembra che questa consuetudine, diventata una caratteristica dell’identità nazionale nota in tutto il mondo, stia cambiando. Non esistono studi sistematici sul fenomeno, ma alcuni dati e indagini circoscritte hanno iniziato a mostrare segnali di questa trasformazione, che è stata associata soprattutto alle nuove abitudini consolidate durante la pandemia.
Lo ha scritto il New York Times, che ha chiesto a CoverManager, una piattaforma usata da ristoranti e locali per gestire le prenotazioni, di analizzare un campione di circa 330 milioni di prenotazioni registrate in Spagna negli ultimi dieci anni. L’azienda ha rilevato che nel 2026 metà delle prenotazioni per la cena era fissata alle 21, quindi più presto dell’orario tradizionale, contro il 27 per cento di dieci anni prima. Anche il popolare sito per le prenotazioni TheFork ha registrato un anticipo: dal 2019 le prenotazioni delle 20 sono quasi triplicate, mentre quelle delle 22 si sono dimezzate.
Anche se i turisti rappresentano una parte consistente dell’affluenza nei ristoranti – nel 2026 97 milioni di turisti hanno visitato la Spagna – circa il 90 per cento delle prenotazioni considerate da CoverManager era associato a numeri di telefono spagnoli.
L’abitudine a mangiare tardi è relativamente recente: risale alla Seconda guerra mondiale, quando il regime del generale Francisco Franco fece avanzare di un’ora gli orologi spagnoli per uniformare l’orario del paese a quello delle altre potenze europee. Fu poi rafforzata dalla povertà del dopoguerra, quando molte persone svolgevano due lavori e cenavano dopo aver concluso il secondo turno.
La consuetudine di chiudere la giornata lavorativa più tardi è rimasta, intervallata da una pausa pomeridiana più lunga di quella del resto d’Europa, la famosa siesta. Questo significa che inevitabilmente alla sera si mangia più tardi.
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L’abitudine non è amata da tutti ed è da tempo motivo di dibattito nel paese: nel 2024 la ministra del Lavoro spagnola Yolanda Díaz aveva criticato le abitudini alimentari del paese, sostenendo che è irragionevole che i ristoranti restino aperti fino all’una di notte e che le riunioni di lavoro si protraggano fino alle 20.
Per altri, invece, non è una questione che riguarda gli orari di apertura dei ristoranti o i turni di chi lavora nell’ospitalità, ma gli effetti che cenare tardi ha sul corpo. Anticipare la cena significa infatti lasciare più tempo tra la digestione dell’ultimo pasto della giornata e il momento di andare a dormire: questo tempo è necessario soprattutto per chi ha problemi del tratto gastrointestinale come il reflusso acido o il bruciore di stomaco.
Inoltre, se la digestione avviene molto tardi può interferire con il sonno e con i ritmi circadiani, causando un sonno più frammentato, di qualità peggiore e più breve. La cosa è particolarmente vera in Spagna: nel 2013, una commissione parlamentare aveva rilevato che gli spagnoli dormivano circa un’ora in meno rispetto alla media europea.
Marta Junqué Surià, direttrice della Time Use Initiative, un’organizzazione no-profit con sede a Barcellona che promuove politiche legate al sonno e al benessere, ha detto al New York Times che anche in Spagna la pandemia ha influenzato fortemente le abitudini legate ai pasti, e che sempre più persone stanno cercando di sfruttare i benefici per la salute mangiando prima alla sera.
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