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  • Martedì 1 settembre 2026

Il ciclista che potrebbe vincere a sorpresa la Vuelta a España

Dopo il ritiro di Tadej Pogačar al primo posto c'è Enric Mas, che non ha molto in comune con lui

Enric Mas esulta sul traguardo della nona tappa della Vuelta a España, domenica 30 agosto (Alexander Hassenstein/Getty Images)
Enric Mas esulta sul traguardo della nona tappa della Vuelta a España, domenica 30 agosto (Alexander Hassenstein/Getty Images)
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Senza Tadej Pogačar, il ciclista più forte del mondo caduto durante l’ottava tappa, la Vuelta a España è diventata all’improvviso molto più incerta. Dopo il primo dei due giorni di riposo al primo posto in classifica c’è Enric Mas, spagnolo di 31 anni. Mas ha molto talento (alla Vuelta è già arrivato tre volte secondo) ma non ha vinto molto, mai niente di davvero importante. A causa dell’assenza di Pogačar ha vestito la maglia rossa, simbolo del primato, durante la nona tappa, e l’ha vinta staccando di un po’ di secondi i principali avversari che, come lui, in assenza di Pogačar si trovano davanti a un’opportunità decisamente imprevista.

Pogačar era oltremodo favorito per vincere questa Vuelta, che è il terzo Grande Giro della stagione dopo Giro d’Italia e Tour de France. Dura 21 tappe ed è una delle poche corse che Pogačar non ha ancora vinto. Ma sembrava destinato a farlo: aveva vinto tre delle prime sette tappe e probabilmente ne avrebbe vinta un’altra, se non fosse stata annullata per grandine. Nonostante mancassero ancora due settimane di gara, Pogačar aveva già accumulato un vantaggio tale da essere quasi certo di vincerla.

Dopo il ritiro di Pogačar molti avversari che ormai sembravano destinati a giocarsi il secondo posto si sono trovati in modo inatteso davanti alla possibilità di vincere la Vuelta: «tutto è possibile», aveva detto l’austriaco Felix Gall, uno dei possibili vincitori.

Spesso chi si occupa di ciclismo quantifica in stelline le possibilità di vittoria di una corsa da parte di un ciclista: secondo l’Équipe prima dell’inizio della Vuelta Pogačar aveva cinque stelline su cinque, nessuno ne aveva né tre né quattro. Mas non ne aveva nessuna: non era tra i grandi favoriti, ma nemmeno tra i piccoli favoriti. E non è che l’Équipe se ne fosse scordata. È che Mas arrivava da due stagioni di risultati deludenti.

Mas è nato sull’isola di Maiorca ed è uno scalatore, un ciclista che va molto forte in salita ma non altrettanto bene altrove. Era considerato molto promettente: nel 2017, quando aveva 22 anni, andò in una delle squadre più forti del mondo, la Quick-Step Floors, e si diceva che potesse essere l’erede di Alberto Contador, ovvero un nuovo ciclista spagnolo adatto a vincere le maggiori corse a tappe. «Voglio essere il primo Enric Mas, non il nuovo Alberto Contador», disse lui nel 2018.

Dal 2020 Mas gareggia per una squadra spagnola, la Movistar, che non è tra le più forti degli ultimi anni e anzi tra chi segue il ciclismo con una certa assiduità è diventata un meme per le sue tattiche di corsa sbagliate e i frequenti bisticci tra i propri corridori. Mas stesso è spesso preso in giro perché ritenuto un ciclista poco spettacolare, che gareggia in modo difensivo e raramente all’altezza delle aspettative, che comunque – come confermato dall’assenza di stelline – nelle ultime stagioni erano diminuite. Nella nicchia di chi commenta il ciclismo su X è diventato famoso un account, @EnricAttack, che commenta con molta enfasi gli scatti, non frequentissimi, di Mas.

Così tanti suoi tifosi gli chiedono di attaccare che a un certo punto Mas ha detto che è lui a decidere se e quando farlo.

Prima della tappa vinta alla Vuelta l’ultima vittoria di Mas era stata nell’ottobre del 2022 al Giro dell’Emilia: per vincerla Mas batté proprio Pogačar (ogni tanto perdeva anche lui) sulla ripida salita finale verso il santuario di San Luca, a Bologna.

Nel 2025 Mas si ritirò dal Tour de France e fu operato alla gamba sinistra per una tromboflebite. Prima della Vuelta, neppure in questa stagione aveva combinato granché: al Giro d’Italia, corso a maggio, era arrivato 32° in classifica generale.

In questa Vuelta Mas si è fatto notare durante la sesta tappa, sulla salita di El Bartolo. Molto dura, con un tratto sterrato e posta a circa 20 chilometri dal traguardo, la salita di El Bartolo era ideale per un attacco, e infatti Pogačar aveva attaccato. E come spesso gli succede, aveva inizialmente distanziato tutti i rivali. Nei metri finali della salita, tuttavia, Mas era riuscito a recuperarlo e addirittura a superarlo. «Mi ha passato come un razzo», ha detto a fine gara Pogačar, che non si era accorto che Mas stava arrivando.

Quasi mai negli ultimi anni un ciclista era riuscito a resistere a un attacco di Pogačar, ed era davvero improbabile che potesse riuscirci proprio Mas. La confusione causata dal tratto sterrato, inoltre, non ha permesso di capire dove fosse Mas per buona parte della salita. Quando è ricomparso nelle riprese televisive, era imprevedibilmente vicino a Pogačar.

Mas poi non ha vinto la tappa (è stato battuto da Pogačar in volata), ma si è avvantaggiato su tanti rivali in classifica. Nella settima tappa, con arrivo in salita ad Aramón Valdelinares, è stato di nuovo il migliore tra quelli che non erano Pogačar, e ha poi vinto il primo arrivo in salita nel giorno successivo al ritiro di Pogačar.

La nona tappa ha fatto intravedere cosa potrebbe essere la Vuelta senza Pogačar: una gara forse più tattica e meno spettacolare, ma al contempo più aperta e con tanti possibili vincitori. Oltre a Mas, Primož Roglič, Felix Gall e Oscar Onley sono sembrati di un livello abbastanza simile, e Roglič è un corridore di grandissima esperienza e tenacia non comune: ha 36 anni e ha già vinto un Giro d’Italia e quattro volte la Vuelta.

Mancano ancora molte tappe alla fine della Vuelta e non è detto che la situazione rimanga la stessa. Inoltre Mas, sulla cui tenuta per le prossime due settimane ci sono alcuni dubbi, non ha una squadra molto forte, e un suo compagno (Cian Uijtdebroeks) si è già ritirato: per la Movistar potrebbe essere un problema gestire la corsa.

Ci sono ancora parecchi arrivi in salita, diverse tappe con tanti saliscendi e soprattutto una cronometro. Mas non va bene nelle cronometro, mentre Roglič è molto forte.

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