L’ex presidente ecuadoriano Lenín Moreno è stato condannato a 5 anni di arresti domiciliari per corruzione
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Un tribunale ecuadoriano ha condannato l’ex presidente Lenín Moreno a 5 anni agli arresti domiciliari per corruzione. Moreno era accusato, insieme ad altre persone, di avere ricevuto tangenti dall’azienda cinese Sinohydro per facilitare un grosso progetto idroelettrico ai tempi in cui era vicepresidente, tra il 2007 e il 2013 (è stato presidente in seguito, dal 2017 al 2021). Moreno lo nega e ha già detto che farà appello.
Secondo le indagini, tra il 2008 e il 2018 Sinohydro pagò tangenti per l’equivalente di circa 66 milioni di euro a vari funzionari ecuadoriani, tra cui Moreno. I lavori di costruzione della diga Coca Codo Sinclair, circa 100 chilometri a est della capitale Quito, iniziarono nel 2010 e si conclusero nel 2016. Insieme a Moreno sono stati condannati come complici alcuni suoi parenti: la moglie e la figlia (a quasi tre anni di carcere), due fratelli e un cognato.
Moreno è il terzo ex presidente ecuadoriano condannato per corruzione. Il più noto era stato Rafael Correa, di centrosinistra, di cui Moreno fu vicepresidente e di cui ebbe l’appoggio prima di scontrarsi con lui e spostarsi verso destra una volta al potere. Correa oggi vive in Belgio. Prima di lui era stato condannato Jamil Mahuad, per uso improprio di fondi pubblici. Un quarto ex presidente, Abdalá Bucaram, è in attesa di conoscere l’entità di una condanna per associazione a delinquere.


