Il giocattolo dell’estate è un raviolo molliccio

Gli "squishy" sono tanti e vengono venduti in confezioni a sorpresa, cosa che già in altri casi ha funzionato molto bene

(Getty Images)
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In cartoleria e in edicola, ma anche nei negozi di articoli per la casa e in tabaccheria, nelle bancarelle del mercato o su TikTok, da qualche mese si trova una grande varietà di giocattoli antistress di gel o gomma morbida. I più diffusi hanno la forma di un raviolo al vapore con una faccina sorridente, ma ne esistono a forma di qualsiasi cosa, dagli animali ai panetti di burro. Alcuni sono riempiti di un gel che si deforma subito e torna in forma appena si allenta la presa, in altri c’è una schiuma che ci mette qualche secondo, altri ancora fanno un rumore croccante, cambiano colore o si illuminano al buio.

Rientrano tutti nella grande categoria dei cosiddetti squishy, giocattoli molto in voga che vengono pubblicizzati sia ai bambini che agli adulti, con la promessa che aiutino a ridurre lo stress e ad aumentare la concentrazione. Su TikTok e Instagram circolano tantissimi video di squishy strizzati, allungati o deformati, ma soprattutto sono molto popolari i video di unboxing, cioè di spacchettamento.

Gran parte degli squishy più richiesti si vende infatti in confezioni chiuse di cui non si conosce il contenuto preciso, un tipo di vendita noto come blind box e usato da anni da varie aziende di giocattoli asiatiche, tra cui la cinese Pop Mart (quella dei Labubu). Chi compra un raviolo squishy sa quale serie sta acquistando, ma non quale delle varianti gli capiterà, e alcune sono più rare di altre. Per molte persone anche solo assistere al momento dello svelamento in video è una forma di intrattenimento.

È stata proprio l’introduzione del modello blind box ad aver portato così tanta attenzione agli squishy. L’azienda che produce i ravioli squishy più richiesti è la RMS International, che ha sede nel Regno Unito e vende soprattutto giocattoli di piccole dimensioni e a basso prezzo. Aveva messo in vendita i ravioli squishy per la prima volta nel 2020, e nei primi anni aveva venduto circa centomila pezzi, un risultato modesto per il settore.

Poi, nel 2023 l’azienda ha cominciato a vendere i ravioli in una confezione che non indicava più il colore e a distribuirli in serie limitate che una volta esaurite non vengono più prodotte. È una soluzione di marketing che fa leva sul cosiddetto “rinforzo a rapporto variabile”, ovvero il fatto che non sapere dopo quanti tentativi si otterrà una determinata ricompensa porta le persone a voler ripetere quel comportamento (in questo caso acquistare e scartare la confezione). È il principio su cui si basano anche le slot machine.

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Nella prima metà del 2026 la RMS ha venduto dieci volte quello che aveva venduto in tutto l’anno precedente, cioè decine di milioni di pezzi. In vari negozi statunitensi come Walmart, Target e Five Below sono stati imposti limiti al numero di pezzi acquistabili da una stessa persona; in Gran Bretagna la catena di supermercati Tesco li vende con l’antitaccheggio, e davanti ai negozi che ricevono nuovi rifornimenti si formano file di ore. In Italia si trovano a un prezzo che parte dai 3 euro per quelli meno ricercati, ma che può superare i 20 euro per le edizioni limitate più rare.

Oltre a RMS altre aziende hanno cominciato a produrne di simili e parallelamente hanno cominciato a circolare molti squishy contraffatti, cioè venduti senza che sulla confezione ci sia scritto da chi e dove sono state prodotte. Il 24 luglio del 2026 uno di questi è finito nel Safety Gate, il sistema europeo di allerta rapida sui prodotti pericolosi. La segnalazione riguardava un lotto di ravioli squishy privi di marchio in cui le analisi hanno rilevato, nello strato esterno del giocattolo, una concentrazione di benzene di 20 milligrammi per chilo, superiore ai limiti fissati dalla normativa europea sulla sicurezza dei giocattoli. Sul lotto ritirato mancavano i codici che servono a risalire alla provenienza di un prodotto, il che rende difficile per chi lo ha comprato capire se quello che ha in casa ne faccia parte.

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Anche gli squishy prodotti dalle aziende più serie, comunque, possono presentare qualche rischio per la salute. Gli squishy sono fatti in genere di un involucro di materiale plastico morbido, come il poliuretano termoplastico o il silicone, riempito con un gel o con una schiuma a base d’acqua. Quelli della marca NeeDoh, una delle più famose, sono per esempio pieni di un compost a base di alcol polivinilico, una colla sintetica non tossica di per sé. La combinazione tra un involucro sottile e un contenuto che si espande col calore rende però questi oggetti pericolosi se vengono riscaldati.

Negli Stati Uniti sono stati segnalati diversi incidenti di bambini che li hanno messi nel forno a microonde, in alcuni casi seguendo delle sfide viste su TikTok, con l’idea di renderli più morbidi. A gennaio del 2026 un bambino di nove anni dell’Illinois ha riportato ustioni al viso e ha rischiato di perdere la vista quando il giocattolo che aveva scaldato è esploso; l’anno precedente una bambina di sette anni del Missouri era stata messa in coma farmacologico dopo essersi ustionata il viso e il petto nello stesso modo, dopo aver prima congelato lo squishy e poi averlo riscaldato. Il Loyola Medical Center di Chicago ha detto di aver curato quattro bambini ustionati per questo motivo solo nel corso del 2026.

Oltre a bambini e ragazzi, particolarmente attirati dal fenomeno delle blind box, gli squishy vengono pubblicizzati anche agli adulti, quasi sempre con un linguaggio che ricorda quello della psicologia. Le confezioni e i siti delle aziende che li producono parlano di “fidget sensoriali”, di regolazione emotiva e di gestione dell’ansia, e sui social network capita spesso di vederli sui profili di persone che dicono di avere un disturbo d’ansia oppure da deficit di attenzione e iperattività.

L’idea è che il fidgeting, cioè quell’insieme di piccoli movimenti che si fanno senza pensarci – battere un piede, giocherellare con una penna, mordersi le unghie – aiuti a scaricare l’agitazione e a stare più attenti, e che gli squishy funzionino molto bene come fidget toys. Il fatto di muoversi in continuazione è in effetti, storicamente, uno dei sintomi in base a cui l’ADHD viene diagnosticato, e nel tempo alcuni studi hanno rilevato che nelle persone con questa diagnosi quei movimenti coincidono con prestazioni migliori nei compiti che richiedono concentrazione, e che quindi potrebbero avere un’utilità.

Gli studi su specifici fidget toys, però, sono molti meno: Anna North, che si occupa di infanzia per Vox, ha detto che tutti gli esperti con cui ha parlato del tema le hanno detto che al momento non si sa quali oggetti funzionino, per chi, né in quali situazioni. Sui fidget spinner, che erano andati di moda nel 2017 e su cui qualche ricerca è stata fatta, alcuni risultati avevano addirittura indicato che distraevano chi li usava, invece di aiutarlo a concentrarsi. Quello che è documentato in grande quantità sono i resoconti in prima persona delle persone neurodivergenti che dicono di trovarli utili, che è anche il motivo per cui molti terapeuti li tengono nel proprio studio e li mettono a disposizione dei pazienti.

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