In Venezuela saranno smantellati i posti di blocco della polizia nelle città, utilizzati per reprimere il dissenso e estorcere denaro

Polizia a Caracas, Venezuela, 5 gennaio 2026 (AP Photo/Cristian Hernandez)
Polizia a Caracas, Venezuela, 5 gennaio 2026 (AP Photo/Cristian Hernandez)

La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez ha detto che i posti di blocco della polizia nelle città saranno smantellati: erano uno degli strumenti utilizzati dal regime chavista e da quello di Nicolás Maduro per sorvegliare le persone e reprimere il dissenso.

Al loro posto, ha spiegato la presidente durante un discorso alla nazione, saranno rafforzati i pattugliamenti e la sicurezza sarà garantita attraverso meccanismi «efficaci, professionali e rispettosi dei diritti delle persone». Rodríguez non ha però specificato cosa ne sarà dei posti di blocco al di fuori delle città, né quando esattamente la misura annunciata entrerà in vigore.

I posti di blocco, noti con il nome di alcabalas, sono contestati da anni dagli abitanti anche perché sfruttati dalla polizia per estorcere denaro agli automobilisti in cambio del permesso di proseguire il viaggio o di evitare sanzioni. Il ministro dell’Interno, della Giustizia e della Pace, Diosdado Cabello, aveva di recente riconosciuto l’esistenza di queste pratiche e a inizio giugno aveva fatto sapere che 22mila agenti erano stati licenziati per corruzione dopo un’indagine durata circa un anno e mezzo.

Delcy Rodríguez è diventata presidente a gennaio, dopo che gli Stati Uniti avevano deposto Nicolás Maduro con un’operazione militare.