La Russia controllerà le infrastrutture strategiche che i proprietari non sono in grado di proteggere dagli attacchi ucraini

Il presidente russo Vladimir Putin firma un decreto nel gennaio 2024 (Mikhail Klimentyev, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)
Il presidente russo Vladimir Putin firma un decreto nel gennaio 2024 (Mikhail Klimentyev, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che autorizza lo Stato a controllare temporaneamente le infrastrutture critiche se i loro proprietari non riescono a proteggerle dalle minacce alla sicurezza, compresi gli attacchi dei droni ucraini. Il decreto definisce «infrastrutture critiche» tutte le «strutture di particolare importanza per la sicurezza e la stabilità economica della Russia», comprese le raffinerie, le centrali elettriche, le industrie, le infrastrutture per i trasporti e per la logistica (come i magazzini).

Negli ultimi mesi l’Ucraina sta riuscendo a colpire con sempre più efficacia il territorio russo, in particolar modo le raffinerie (dove il petrolio greggio viene trasformato in carburanti) e i magazzini di Wildberries, la “Amazon russa”. Le intenzioni dietro al decreto non sono chiare. Il vice primo ministro russo ha dichiarato che verrà applicato raramente e temporaneamente, e ha specificato che per questo non deve essere inteso come una forma di nazionalizzazione. Secondo l’analista politico russo Abbas Gallyamov però è in realtà un modo per spingere i proprietari delle infrastrutture (e delle raffinerie in particolare) a ripararle e a contribuire alla loro protezione, sotto la minaccia di levare loro il controllo dell’infrastruttura stessa.

Il decreto prevede infatti che lo stato prenda il controllo di un’infrastruttura se i proprietari non hanno adottato misure sufficienti per garantirne la sicurezza, per esempio violando le regole stabilite dalle autorità o proteggendola inefficacemente contro gli attacchi di droni; oppure se non sono riusciti a ripristinarla dopo un attacco.