In Cina è stato condannato all’ergastolo il capo di Evergrande, che un tempo era la più grande società immobiliare del paese

Un complesso costruito da Evergrande a Pechino e rimasto pressoché deserto, fotografato nel 2024 (AP Photo/Vincent Thian)
Un complesso costruito da Evergrande a Pechino e rimasto pressoché deserto, fotografato nel 2024 (AP Photo/Vincent Thian)

In Cina è stato condannato all’ergastolo Hui Ka Yan, capo di Evergrande, che un tempo era la principale azienda immobiliare cinese ma che da anni è in crisi per il suo enorme debito, da 300 miliardi di dollari. Le difficoltà di Evergrande a partire dal 2021 sono diventate il simbolo della più grande crisi del settore immobiliare cinese, che ha coinvolto anche il sistema finanziario e i cui effetti continuano a rallentare la crescita economica complessiva della Cina.

Hui Ka Yan si era dichiarato colpevole ad aprile di otto capi di accusa fra cui uso improprio di fondi, contrazione illecita di prestiti pubblici e truffa nella raccolta di investimenti. È stato condannato anche al sequestro di tutti i suoi beni personali, che aveva accumulato in anni di attività imprenditoriale dopo essere nato in una famiglia povera di una zona rurale. Con lui sono stati condannati a pene minori anche diversi altri manager di Evergrande, e l’azienda è stata multata per una cifra equivalente a oltre un miliardo di euro.