Trump ha posticipato di tre giorni l’entrata in vigore dei nuovi dazi sul Canada, dicendo che un accordo è vicino
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinviato di tre giorni l’entrata in vigore dei nuovi dazi del 50 per cento contro il Canada per permettere la conclusione di un accordo commerciale fra i due paesi, presentato come imminente. I dazi erano stati minacciati dagli Stati Uniti in risposta a quelli imposti dal Canada, che a sua volta li aveva introdotti in risposta ai primi dazi imposti da Trump sulle merci canadesi, già entrati in vigore.
I nuovi dazi avrebbero dovuto avere effetto a partire proprio dal 19 agosto: Trump li ha quindi rimandati all’ultimo momento. Riguardano beni il cui valore costituisce circa il 5 per cento delle esportazioni canadesi negli Stati Uniti, e includono merci come alcolici, latticini e mobilio. Sono escluse alcune categorie di prodotti, come il pesce e le terre rare (metalli fondamentali per moltissimi dispositivi tecnologici), e anche quelle già sottoposte ad altri dazi, come l’acciaio.
Nei primi mesi del suo secondo mandato i dazi erano stati il principale strumento di pressione di Trump in politica estera: ne aveva imposti di altissimi su tutti i paesi e aveva avviato una guerra commerciale che aveva creato enorme caos finanziario e commerciale. A febbraio del 2026 però la Corte Suprema statunitense aveva annullato i dazi imposti su gran parte dei paesi del mondo, trovando inadeguate le basi legali adottate da Trump per introdurli.
Ora l’amministrazione Trump ha fatto ricorso a una legge diversa per introdurre i nuovi dazi sul Canada. Alcuni dazi specifici sulle merci canadesi, imposti con un’altra legge ancora, sono sempre rimasti in vigore.
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