Cose da fare e da sapere per evitare di essere colpiti dai fulmini
In vista dei temporali previsti in questi giorni
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Dal 16 agosto molte regioni italiane sono in allerta meteo per l’intensità dei possibili temporali, dovuta al grande contrasto termico tra il caldo delle scorse settimane e la perturbazione che sta attraversando tutta Europa. Negli ultimi giorni in Italia due persone sono morte perché colpite da un fulmine: un escursionista di 42 anni in Alto Adige e un turista americano di 30 sull’Etna.
Anche se non ci sono studi relativi al numero medio di morti per fulmini in Italia, in generale sono eventi piuttosto rari: per esempio in tutti gli Stati Uniti dal 2006 al 2025 ci sono state 517 morti, su un totale di 343 milioni di abitanti. Nel mondo si stima che ci siano circa 24mila morti l’anno, e il numero di persone ferite è circa dieci volte più alto.
Si può essere colpiti direttamente da un fulmine, oppure si può subire una scarica di rimbalzo, quando un fulmine colpisce un altro oggetto e poi devia. Può essere pericoloso anche toccare certi oggetti mentre vengono colpiti da un fulmine o trovarsi nelle loro vicinanze. La maggior parte di questi incidenti è evitabile tenendo a mente alcune accortezze, come ricorda anche il vademecum della protezione civile.
La prima raccomandazione riguarda la tempestività: le nubi temporalesche si sviluppano molto in fretta e il temporale può diventare estremamente intenso in pochissimo tempo. Non bisogna aspettare che cominci a piovere per mettersi al riparo: i fulmini possono colpire molto prima che cominci la precipitazione, o anche quando non piove affatto.
Le condizioni che tipicamente precedono un temporale sono nubi molto sviluppate in verticale, i cumulonembi. Le giornate di afa e calore sono quelle più rischiose e i posti più esposti sono creste di montagna, rive e spazi aperti. Se si è in montagna è bene scendere subito di quota.

Nuvola molto sviluppata in verticale, un cumulonembo a forma di incudine. (NOAA/AOML/Hurricane Research Division)
La cosa da monitorare poi sono i tuoni. I lampi, infatti, si vedono anche a decine di chilometri di distanza, soprattutto di sera o di notte. I tuoni, invece, si riescono a sentire solo a pochi chilometri di distanza: se li sentiamo è perché il temporale è vicino.
Il posto migliore per ripararsi è al chiuso. Se non si riesce a trovare un edificio può andare bene anche un’automobile, chiudendo bene portiere e finestrini. La carrozzeria metallica, infatti, fa da schermo e conduce la corrente elettrica verso terra (non c’entrano invece le gomme e il loro isolamento, come spesso si dice). Se la macchina ha una certa età e ha un’antenna sul tetto, bisogna abbassarla.
In generale i fulmini colpiscono ciò che è alto o appuntito, a prescindere dal materiale. Come ricordano le linee guida, in mancanza di un riparo, «cerca di non costituire la presenza più alta del luogo che ti circonda». Allo stesso tempo bisogna allontanarsi da pali o da alberi isolati, dove si rischia di essere colpiti di rimbalzo.
Gli incidenti causati dal rimbalzo di fulmini sono la causa di circa un terzo delle lesioni da fulmini. Tra queste ci sono i traumi meccanici, come quelli provocati dall’onda d’urto generata dalla scarica nell’aria, che può rompere il timpano o anche contundere gli organi; o quelli provocati dal movimento del corpo quando è attraversato dalla corrente, che può causare lesioni alla colonna vertebrale. Può anche provocare emorragie interne al cranio, danneggiare le cellule nervose centrali e periferiche, portare a una paralisi temporanea.
Gli effetti di un colpo diretto di un fulmine sono i più gravi: se la scarica attraversa tutto il corpo infatti la corrente può depolarizzare le cellule del cuore e fermarlo.
Se si è in montagna e non si riesce a trovare riparo, bisogna avere altre accortezze. Per esempio, tenendo i piedi uniti si evita una possibile differenza di potenziale tra due punti diversi del terreno e si rende minima la superficie di contatto con il suolo, riducendo così l’intensità della corrente che può attraversare il corpo. Per lo stesso motivo bisogna evitare di sedersi o sdraiarsi per terra. Se si è in gruppo, è bene stare ad almeno dieci metri di distanza gli uni dagli altri per evitare che lo stesso fulmine coinvolga più persone.
Ci sono poi materiali che conducono la corrente più di altri: bisogna evitare di toccare oggetti metallici, come recinzioni, ringhiere o simili; ma anche i pali strutturali di una tenda in campeggio o le tubature se si è in casa. Se questi oggetti vengono colpiti da un fulmine, infatti, la corrente può passare a chi li sta toccando, provocando i danni di una scossa. Toccare un oggetto percorso da corrente può provocare anche delle ustioni nei punti di contatto.
Anche l’acqua è un buon conduttore di corrente, quindi è bene evitare i luoghi vicini al mare o al lago; meglio anche rimandare la doccia. Se si è immersi, per esempio, si rischia la folgorazione indiretta della scarica che si disperde in acqua. Inoltre barche e canoe non schermano come un’automobile, perché non hanno la stessa rete metallica. La spiaggia è uno dei luoghi più rischiosi in caso di temporali: perché è vicina al mare e persone in piedi, ombrelloni e canne da pesca possono attirare i fulmini.
Infine, a casa, bisogna evitare di usare o accendere apparecchi collegati alla rete elettrica – soprattutto la protezione civile cita televisori, computer ed elettrodomestici – e possibilmente anche staccare le spine. La corrente di un fulmine, infatti, potrebbe entrare dai cavi elettrici, anche se nelle abitazioni più recenti questo rischio è ridotto.
L’ultima raccomandazione riguarda il dopo: meglio aspettare almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di lasciare un rifugio sicuro, perché qualche fulmine potrebbe continuare a cadere anche se la pioggia ha smesso.



