L’ondata di calore dovrebbe finire dopo Ferragosto

Il peggio è passato, ma le temperature resteranno alte per tutto il fine settimana: i primi temporali sono attesi sabato pomeriggio

(Andrea Bracaglia/ABACAPRESS.COM)
(Andrea Bracaglia/ABACAPRESS.COM)
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L’ondata di calore che dura da fine luglio ha superato il suo momento peggiore, ma non è ancora finita. Nel fine settimana di Ferragosto farà ancora caldo quasi ovunque in Italia, anche se i primi temporali sono attesi da sabato pomeriggio, e si intensificheranno da domenica pomeriggio. Il vero calo di temperature dovrebbe arrivare lunedì.

Sabato, il giorno di Ferragosto, le massime previste sono di 38 °C a Firenze, 35 °C a Milano e Bologna, 34 °C a Roma, 33 °C a Torino, 32 °C a Bolzano e Palermo, 33 °C a Napoli e 29 °C a Bari. Domenica mattina i valori saranno simili.

Domenica pomeriggio l’aria più fresca in arrivo dall’oceano Atlantico inizierà a scontrarsi con quella calda e umida ferma da settimane sull’Italia. Quando due masse d’aria in condizioni molto diverse si incontrano si formano temporali forti, spesso con grandine e raffiche di vento: sono attesi soprattutto su Alpi e Prealpi, in Piemonte, Liguria di Levante, Toscana e nelle pianure venete. L’aria molto calda che c’è da settimane, e un Mediterraneo più caldo del normale, renderanno questi temporali molto intensi.

Tra lunedì 17 e martedì 18 è attesa la fase più acuta del peggioramento, con le temperature in calo. Da lì in avanti gli scenari si dividono: alcuni modelli prevedono che l’aria calda torni verso l’Italia tra martedì e mercoledì, prima di un calo più deciso e più esteso da giovedì 20; altri anticipano già a mercoledì 19 l’arrivo di temperature più basse.

Il numero delle città in allerta massima sta comunque calando in fretta. Mercoledì 12 agosto erano 19 su 27; oggi sono sette, cioè Bari, Bolzano, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria; sabato ne restano soltanto due.

Temperature massime in Italia – Mappe di weatheronline.co.uk

È stata la quarta ondata di calore di questa estate ed è la più lunga: è cominciata il 29 luglio e, se andrà avanti fino al 17 agosto come sembra, arriverà a venti giorni di fila.

A rendere queste settimane così calde è un anticiclone, cioè una zona in cui la pressione atmosferica — il peso della colonna d’aria che abbiamo sopra la testa — è più alta che nelle aree vicine. In queste condizioni l’aria scende lentamente verso il suolo, di qualche centinaio di metri al giorno. Scendendo trova pressioni sempre maggiori e viene schiacciata, e un gas compresso si scalda. Scaldandosi, l’aria si allontana dal punto in cui il vapore acqueo condensa in goccioline, e le nubi si dissolvono.

Il problema è che una struttura del genere funziona come un coperchio. Di solito la temperatura diminuisce salendo di quota, ed è per questo che l’aria calda vicina al suolo tende a salire, formando le nubi e i temporali. Con l’anticiclone il rimescolamento si blocca, il calore resta schiacciato al suolo e le perturbazioni atlantiche vengono deviate a nord delle Alpi. Si forma così una bolla di aria calda che si autoalimenta.

Il fenomeno di per sé non è nuovo, ma sta diventando molto più frequente. Uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista scientifica statunitense PNAS ha contato questi episodi estate per estate: negli anni Cinquanta erano circa uno all’anno, oggi  tre. Gli autori lo collegano al riscaldamento globale, che scaldando l’Artico più in fretta dei tropici riduce la differenza di temperatura tra polo ed equatore, cioè il motore delle correnti. Precisano però che i meccanismi esatti restano da chiarire, e segnalano che i modelli riproducono male questi episodi, tanto che potrebbero star sottostimando quanto lunghe ed estreme diventeranno le ondate di calore future.

Il caldo di quest’anno ha riguardato buona parte del continente. Il Copernicus Climate Change Service, il servizio dell’Unione Europea che monitora il clima combinando dati di satelliti, stazioni a terra, navi e aerei, ha calcolato che giugno e luglio 2026 messi insieme sono stati i più caldi mai registrati nell’Europa occidentale: 21,62 °C di media, 2,79 gradi sopra la norma e oltre il precedente record del 2022.