Nigel Farage ha vinto le elezioni suppletive a Clacton-on-Sea
Erano state organizzate dopo le sue dimissioni, ma si era ricandidato: contro di lui c'erano solo candidati minori o farseschi
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Nigel Farage, il leader del partito di destra populista Reform UK, ha vinto le elezioni suppletive per il seggio del parlamento britannico nel collegio di Clacton-on-Sea. Erano state organizzate dopo che lo stesso Farage si era dimesso e subito ricandidato con l’intenzione di trasformarle in un plebiscito per distogliere l’attenzione da vari scandali con cui è alle prese, ma non ci è riuscito.
Nella notte, a un evento del partito chiamato “Farage Fest”, Farage aveva sostenuto di aver ottenuto una «vittoria convincente e schiacciante», nonostante mancasse ancora molto alla fine dello spoglio. Aveva anche detto che non avrebbe partecipato al conteggio e alla proclamazione del risultato dopo essere stato informato dalla polizia locale di una «campagna organizzata» per sabotarlo e umiliarlo, sulla quale non ha dato molti dettagli. Il partito in un comunicato ha parlato addirittura di «minacce credibili». La polizia ha smentito questa versione, dichiarando di non aver sconsigliato a nessun candidato di partecipare allo spoglio, e di aver assicurato la sicurezza di tutti i partecipanti.
All’elezione partecipavano contro di lui quasi solo candidati minori o farseschi, che ne avevano approfittato per ottenere visibilità. Nessuno degli altri principali partiti infatti aveva presentato un candidato, e quindi il principale rivale di Farage era rimasto Count Binface, un candidato satirico con un bidone in testa che dice di essere un guerriero spaziale. È possibile che Farage non si sia presentato anche per non dover condividere il palco, su cui avviene la tradizionale proclamazione, con questi candidati. Così Binface gli ha rubato la scena, dicendo di essere «il vincitore tra i candidati che si sono presi la briga di venire».

Count Binface, il principale sfidante di Nigel Farage a queste elezioni e un candidato satirico con una lunga storia, durante lo spoglio dei voti a Clacton-on-Sea (Chris Ratcliffe/Bloomberg)
Alla fine Farage ha ottenuto circa 22mila voti, Binface 9mila, e gli altri 32 candidati tutti meno di mille: quello che ne ha presi di meno ha ottenuto solo 7 preferenze. Visto il numero di candidati anomalo, la scheda elettorale era lunga più di un metro e questo ha rallentato parecchio i tempi dello spoglio. L’affluenza è stata del 44 per cento, analoga a quella di altre elezioni suppletive recenti ma più bassa di quella delle politiche del 2024. Per sostenere la sua narrazione, Farage insiste sul fatto che ha preso più voti di allora – un migliaio in termini assoluti – e una percentuale più alta (il 63 contro il 46 per cento).
Aveva presentato l’elezione come uno scontro con l’establishment, sostenendo di essere vittima di una macchinazione dei media e delle istituzioni contro di lui per via di alcuni scandali che lo avevano coinvolto in questi ultimi mesi. Ringraziando i sostenitori, Farage ha sostenuto che gli elettori hanno «mostrato il dito medio all’intero establishment politico» e ha definito Binface «il candidato dell’establishment», nonostante a ben guardare ne faccia parte lui per primo: era il detentore del seggio, a lunghissimo europarlamentare, nonché il leader politico britannico più longevo e divisivo.
Sulla carta non era un’operazione politica rischiosa: il collegio di Clacton-on-Sea è uno dei posti dove il suo partito ha maggiori consensi e dove Farage considerava certa la rielezione. Di fatto però ha attirato l’attenzione proprio sugli scandali.

Le lunghissime schede elettorali, durante lo spoglio: su quella in primo piano chi ha votato ha scritto «che vergognoso spreco di soldi» (Dan Kitwood/Getty Images)
Gli scandali di Farage sono due, sono collegati, e riguardano fondi che è accusato di non avere dichiarato correttamente. Per entrambi Farage è sotto indagine dall’organo di controllo del parlamento. Il primo riguarda una donazione da 5 milioni di sterline (quasi 6 milioni di euro) del miliardario e investitore in criptovalute Christopher Harborne, ricevuta pochi mesi prima delle elezioni del 2024. Il regolamento del parlamento britannico prevede che tutti i deputati dichiarino regali o donazioni ricevuti nei 12 mesi precedenti all’elezione e correlati all’attività politica. Non è richiesto per donazioni e benefici di natura «puramente personale».
La seconda indagine è sui finanziamenti di George Cottrell, un aristocratico diventato uno dei più stretti collaboratori di Farage. Nel 2017 Cottrell ha scontato otto mesi di carcere negli Stati Uniti dopo aver patteggiato in un processo in cui era accusato di riciclaggio di denaro, frode telematica, ricatto ed estorsione per cui rischiava fino a 20 anni (fu beccato perché offrì sul dark web di riciclare denaro a persone che pensava fossero spacciatori, ma in realtà erano agenti federali). Recentemente Farage ha riconosciuto che Cottrell gli ha pagato l’affitto di un immobile e le spese per gestire i social.
Su entrambi Farage ha dato spiegazioni discrepanti o scivolose. I casi hanno infittito i dubbi, già sostanziati dalle inchieste giornalistiche, che Farage si sia fatto pagare per accettare di capitanare Reform alle elezioni del 2024, quando ufficialmente si era preso una pausa dalla politica. Farage ha sempre sostenuto di essersi convinto all’ultimo e per motivazioni esclusivamente ideologiche, ma varie ricostruzioni hanno messo in dubbio questa versione. Peraltro, con la rielezione ricominceranno le indagini dell’organo di controllo del parlamento: in caso di irregolarità, Farage potrebbe venire dichiarato decaduto e a quel punto ci sarebbe un’altra elezione suppletiva, con la differenza che a quel punto gli altri partiti si presenterebbero.
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