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  • Giovedì 13 agosto 2026

Se non sappiamo dov’è Trump, figuratevi Putin

Il presidente russo mente sistematicamente sui suoi spostamenti, e per scoprirlo bisogna fare attenzione anche alle maniglie delle porte

Il presidente russo Vladimir Putin su due monitor, il 24 giugno 2023 (Pavel Bednyakov, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)
Il presidente russo Vladimir Putin su due monitor, il 24 giugno 2023 (Pavel Bednyakov, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)
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Negli Stati Uniti ha causato grande clamore il fatto che lo scorso luglio il presidente Donald Trump avesse cambiato segretamente aereo, senza avvisare i giornalisti che avrebbero dovuto viaggiare con lui, a causa della minaccia di un attacco iraniano. Ci sono paesi in cui escamotage di questo tipo sono all’ordine del giorno, per esempio in Russia, dove da anni il presidente Vladimir Putin fa di tutto per garantire la propria sicurezza e sviare i suoi presunti nemici: lì quello dell’aereo sarebbe stato «un gioco da ragazzi», ha detto al New York Times il giornalista investigativo russo Mikhail Rubin (che vive e lavora in North Carolina).

Negli ultimi anni, e soprattutto dopo la pandemia di Covid-19 e poi l’inizio dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina, Putin è diventato sempre più paranoico riguardo a possibili tentativi di ucciderlo o di rovesciare il suo governo. Dal 2022 ha rafforzato la sicurezza intorno a sé, si è progressivamente isolato e si consulta solo con una cerchia ristretta di persone fidate, composta principalmente da ex funzionari militari e degli apparati di sicurezza.

Vari media indipendenti hanno scoperto che Putin ha fatto costruire tre copie praticamente identiche del suo ufficio, per fare interviste e dichiarazioni senza rivelare la sua posizione: quello principale è a Novo-Ogaryovo, vicino a Mosca; un altro è a Sochi, sul mar Nero; e uno a Valdai, tra Mosca e San Pietroburgo.

I giornalisti di Radio Free Europe (un’emittente pubblica statunitense) hanno analizzato centinaia di video delle interviste o degli interventi di Putin presentati come filmati a Mosca, trovando però minime differenze che indicavano come in realtà fossero stati girati in posti diversi: a volte cambia la posizione delle maniglie delle porte, altre l’allineamento delle righe dei muri. Secondo l’inchiesta, in questo modo il governo russo ha mentito «centinaia di volte» sulla posizione del presidente.

Alcuni frame dall’inchiesta di Radio Free Europe sui tre uffici di Putin, via X

I media statali mentono anche sulla data in cui sono stati registrati gli interventi di Putin, presentando come di un certo giorno fatti e conversazioni avvenuti in un altro. Sempre secondo Radio Free Europe, per esempio, almeno cinque incontri che si è detto fossero avvenuti tra aprile e maggio del 2025 furono in realtà filmati mesi prima.

In Russia li chiamano “konservy”, cioè filmati “in scatola”, preparati e pronti da usare quando serve. Anche qui per capirlo i giornalisti hanno analizzato i cambiamenti in alcuni dettagli dell’ufficio di Putin, come lo stato delle piante e la disposizione dei libri sullo sfondo.

Putin in una foto presentata come fatta nell’ufficio di Novo-Ogaryovo, 10 giugno 2026 (Vyacheslav Prokofyev/Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)

Gli spostamenti di Putin sono coperti dal segreto e accompagnati da depistaggi e informazioni fuorvianti. La giornalista russa Farida Rustamova per esempio ha detto che a Mosca ci sono voci sul fatto che a volte i convogli di auto che dovrebbero portare Putin da un posto all’altro della città sono solo dei diversivi: il presidente non è davvero a bordo.

Putin si sposta spesso in treno, per evitare di essere tracciato dai sistemi radar degli aerei. A partire dal 2014 si è fatto costruire un treno blindato composto da una ventina di carrozze, che non compare ovviamente sulle tabelle orarie pubbliche. Dall’esterno sembra un normale treno passeggeri, ma dentro è attrezzato con molti comfort: ci sono sale riunioni, una palestra, una sala massaggi e una sauna, tra le altre cose, come ha raccontato un’inchiesta del Dossier Center, un’organizzazione investigativa con sede a Londra.

Almeno dal 2015 si è anche fatto costruire linee e stazioni ferroviarie private, altamente sorvegliate, che portano alle sue residenze: in una vicino a Valdai c’è anche un eliporto.

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