In Cisgiordania i coloni israeliani assediano da giorni due case palestinesi
E l'esercito israeliano finora non ha fatto praticamente niente per fermarli, anzi
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Due famiglie palestinesi in Cisgiordania sono assediate da domenica da un gruppo di coloni israeliani violenti, che hanno fatto un accampamento fuori dalle loro case e non lasciano entrare e uscire nessuno. I coloni hanno staccato la corrente e l’allaccio dell’acqua delle case, e le due famiglie sono quasi senz’acqua e con pochissimo cibo.
Le due famiglie palestinesi sono gli Hassan e gli Abu Ridi. Vivono a Qusra, un piccolo paese vicino a Nablus. L’esercito israeliano finora non ha fatto praticamente niente per aiutare le due famiglie assediate, anzi: alcuni soldati sono stati filmati mentre fraternizzavano con i coloni. Giovedì, inoltre, alcuni abitanti di Qusra hanno detto ai giornalisti che l’esercito aveva dato un ordine di evacuazione a vari residenti della cittadina. L’esercito ha smentito e per ora nessuno è stato evacuato, ma la situazione è comunque molto complicata.
I coloni israeliani sono arrivati a Qusra mesi fa. Si sono insediati in una casa non finita subito fuori dal paese e hanno cominciato a brutalizzare la popolazione, vandalizzando le case e le coltivazioni e attaccando gli abitanti anche con armi da fuoco: a marzo hanno anche ucciso un uomo.
Domenica i coloni si sono accampati davanti alle case delle due famiglie palestinesi, che sono una vicina all’altra, impedendo alle persone al loro interno di uscire e a chiunque altro di entrare. Hanno anche cominciato a lanciare sassi contro le due abitazioni, battere contro le porte, intimidire.
I coloni non hanno detto perché stanno assediando le case dei palestinesi, ma il loro obiettivo è con ogni probabilità di costringere le due famiglie ad andarsene per prendere possesso delle strutture. È successo di recente nel paese vicino di Jalud, dove i coloni hanno assediato una famiglia per due settimane, e quando quella, sfinita, è scappata, sono entrati in casa. Sono ancora lì e continuano tuttora a occuparla. Questi episodi, assieme alle violenze, sono diventati sempre più frequenti negli ultimi mesi. Quasi sempre i coloni godono della protezione o della complicità dell’esercito.
Gli Hassan hanno raccontato ai media di aver chiamato la polizia non appena i coloni hanno messo su l’accampamento. Si sono presentati alcuni soldati, che però hanno ignorato le famiglie e hanno invece salutato calorosamente i coloni. A un certo punto si sono messi anche a pregare con loro (nel video qui sotto).
Qusra è nell’“area B” della Cisgiordania: è quella in cui l’Autorità nazionale palestinese ha il controllo sull’amministrazione civile, mentre Israele ha il controllo sulla sicurezza. Di fatto però il controllo di Israele si estende ben oltre i limiti previsti.
Lunedì la storia delle due famiglie palestinesi assediate ha cominciato a diffondersi in Israele e Palestina, e vari gruppi di giornalisti hanno cercato di raggiungere le case. Tutti sono stati fermati dall’esercito, che aveva dichiarato l’area “zona militare chiusa”: significa – almeno in teoria – che è una zona in cui sono in corso operazioni di sicurezza e che i civili israeliani non possono entrare senza autorizzazione. L’esercito però di solito usa queste zone per tenere lontani i giornalisti, ma non fa valere gli stessi divieti per i coloni (che sono comunque civili israeliani): è quello che è successo anche a Qusra, dove i coloni sono stati lasciati al loro assedio.
Lunedì una bambina di due anni della famiglia Hassan ha avuto la febbre alta, e la famiglia non potendo far venire un medico ha chiamato un’ambulanza della Mezzaluna Rossa Palestinese. I coloni l’hanno bloccata e uno di loro ha cercato di speronarla con un veicolo pesante. Soltanto nel pomeriggio di martedì, grazie all’intervento di alcuni soldati, l’ambulanza è riuscita a entrare nei cortili di casa dei palestinesi, prendere la bambina e portare alle famiglie un po’ di cibo.
Mercoledì mattina è arrivato a Qusra un gruppo più numeroso di soldati, tra cui il generale Avi Bluth, il comandante dell’esercito israeliano in Cisgiordania. Bluth ha parlato brevemente con le famiglie palestinesi. Poi ci sono stati lievi scontri tra i soldati e i coloni, che però non se ne sono andati. L’esercito è tornato anche giovedì mattina, e la situazione è diventata poco chiara: inizialmente alcuni residenti palestinesi (sia quelli delle case assediate, sia altri abitanti di Qusra) hanno detto che era stato ordinato loro di evacuare, ma poi l’esercito ha detto che l’ordine non è stato emesso.
L’esercito ha anche detto di avere confiscato e distrutto tutte le strutture di fortuna che i coloni avevano creato attorno alle case assediate.
I coloni finora non sono stati davvero rimossi. Alcuni si sono spostati momentaneamente, per poi tornare. Il video qui sotto è stato girato giovedì mattina e mostra i coloni ancora sul posto.
La vicenda sta anche diventando un problema diplomatico per Israele, tra le altre cose perché una delle due case, quella degli Abu Ridi, è di proprietà di un cittadino statunitense di origini palestinesi (attualmente è abitata dal fratello). Giovedì l’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha denunciato i coloni descrivendoli come «terroristi israeliani» e dicendo che le loro azioni sono «disgustose».



