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  • Martedì 11 agosto 2026

Taiwan ha rallentato internet a milioni di persone per mezz’ora

Per prepararle alla possibile invasione da parte della Cina: è parte di un'esercitazione di dieci giorni, che viene fatta dal 1984

Il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, durante un'esercitazione militare l'8 agosto 2026 (AP/Chiang Ying-ying)
Il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, durante un'esercitazione militare l'8 agosto 2026 (AP/Chiang Ying-ying)
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Lunedì durante un’esercitazione antiaerea il governo di Taiwan ha rallentato di proposito la connessione internet mobile di milioni di persone in quattordici città e province del centro dell’isola. Sui cellulari degli abitanti è comparso un messaggio che diceva che il traffico era rallentato «a causa di attacchi aerei simulati», consigliava di utilizzare una rete Wi-Fi fissa, ed elencava i numeri da contattare in caso di emergenza.

L’esercitazione è durata mezz’ora in tutto, e il rallentamento è stato programmato per la prima volta per simulare come gli abitanti potrebbero reagire se la Cina decidesse di attaccare le infrastrutture di comunicazione in caso di invasione dell’isola. Taiwan si governa in maniera indipendente e democratica, ma la Cina la considera una propria provincia ribelle. La leadership cinese ha promesso di conquistarla, in maniera pacifica o con la violenza, e per questo da decenni Taiwan si prepara a una possibile invasione.

La connessione internet mobile è stata solo rallentata, non interrotta del tutto. Non era possibile utilizzarla per le attività che richiedevano più traffico, come fare videochiamate o utilizzare i social, e non era nemmeno possibile usare il telefono per effettuare pagamenti. Era però abbastanza potente da permettere l’invio di testi con applicazioni di messaggistica; inoltre la linea telefonica normale ha continuato a funzionare, per cui si poteva comunque utilizzarla per fare telefonate o mandare sms.

Il rallentamento di internet è stato programmato solo in alcune aree, anche se le esercitazioni antiaeree si tengono a rotazione su tutta l’isola: agli abitanti viene ordinato di stare in casa e, se si trovano in strada, di mettersi al coperto in un luogo sicuro. Le attività fanno parte di un’importante esercitazione che Taiwan fa ogni anno dal 1984, e che dura in tutto una decina di giorni: si chiama Han Kuang e prevede perlopiù diverse simulazioni ed esercitazioni militari.

Alcuni soldati taiwanesi durante un'esercitazione, il 9 agosto (AP/Chiang Ying-ying)

Alcuni soldati taiwanesi durante un’esercitazione, il 9 agosto (AP/Chiang Ying-ying)

Tra le altre cose, il 5 agosto il governo ha simulato l’evacuazione del presidente della Repubblica, Lai Ching-te, per metterlo al sicuro dai possibili attacchi con cui la Cina potrebbe provare a uccidere la leadership di Taiwan. Lai Ching-te è stato trasportato con un convoglio blindato dal palazzo presidenziale fino al centro militare sotterraneo Heng Shan, a Taipei, che in caso di emergenza è il più importante posto di comando nell’isola. Lai Ching-te è il leader del Partito Progressista Democratico, il partito storicamente più ostile alla Cina.

L’esercito ha mobilitato 5mila riservisti e tra le varie esercitazioni ha anche simulato un attacco cinese su una spiaggia delle isole Penghu, che si trovano tra Taiwan e la Cina, e che per questo hanno una grande importanza strategica. In caso di invasione, la Cina potrebbe attaccarle per prime, così da avere un punto d’appoggio per poi continuare le operazioni contro Taiwan.

Non ci sono segnali che un’invasione di Taiwan sia imminente, ma la Cina ha aumentato la sua propaganda nazionalista e le sue pressioni diplomatiche contro il governo di Taiwan. Ha anche aumentato le sue provocazioni, come lo sconfinamento di aerei e di navi militari, e ha compiuto numerose esercitazioni militari attorno all’isola, comprese delle simulazioni di un possibile attacco.

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