La Guinea ha chiesto alla Francia di restituirle il teschio del sovrano Bokar Biro, che a fine Ottocento si oppose alla colonizzazione

Il ministero della Cultura della Guinea, nell’Africa occidentale, ha chiesto che la Francia restituisca al paese il teschio di Bokar Biro, che visse nella seconda metà dell’Ottocento e fu uno dei principali oppositori del colonialismo francese. La richiesta fa parte di una più ampia iniziativa avviata dal governo della Guinea per celebrare la propria storia e la propria cultura, individuare e ottenere i reperti sottratti nel tempo da altri paesi. Anche se la notizia ha cominciato a circolare sui media europei in questi giorni, la richiesta è stata inviata formalmente lo scorso 27 luglio: è possibile grazie a una legge francese pensata proprio per facilitare la restituzione di resti umani e reperti sottratti a loro tempo dalle ex colonie in Africa e Asia.

Una fotografia di Bokar Biro (dal sito dell’agenzia di stampa Africa News Agency)

Bokar Biro Barry, o Boubacar Biro, fu l’ultimo capo militare, politico e religioso dello stato indipendente e musulmano del Fouta-Djallon, che occupava quella che oggi corrisponde alla parte centrale della Guinea. Dopo aver resistito per anni, nel 1896 fu ucciso e decapitato dalle truppe francesi: lo stato venne sciolto e la sua testa mandata a Parigi, dove oggi è conservata al Musée de l’Homme, che ospita oltre 18mila resti umani provenienti sia dal territorio francese sia dalle sue ex colonie.

Il ministero della Guinea ha anche chiesto la restituzione dei teschi di altre tre persone, e di riavere la copia del Corano e altri oggetti personali di Samory Touré, che invece fu il capo di un territorio nella parte settentrionale dell’attuale Guinea e morì in esilio in Gabon nel 1900. Moussa Moïse Sylla, il ministro, ha detto che una volta ottenuti i reperti non verranno esposti nei musei, visto che per la cultura locale sarebbe degradante, ma saranno sepolti come da tradizione in luoghi ancora da stabilire.

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