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  • Martedì 11 agosto 2026

Giocare a curling con vista sul Colosseo

La federazione italiana vorrebbe diffonderlo nelle grandi città e ci sta provando a Roma con tre piste all'aperto, chiaramente non di ghiaccio

Una persona lancia una stone su una delle piste da curling di Colle Oppio, a Roma, nell'estate del 2026 (Sport e Salute)
Una persona lancia una stone su una delle piste da curling di Colle Oppio, a Roma, nell'estate del 2026 (Sport e Salute)
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A Roma, nel parco di Colle Oppio, dallo scorso giugno si può giocare a curling. Sono state installate tre strutture in plastica su cui è possibile lanciare le stone e ricevere consigli da istruttori specializzati; rimarranno lì fino almeno alla metà di settembre. Ne ha scritto di recente il New York Times, che l’ha descritta come un’attività curiosa da fare mentre si guarda da vicino il Colosseo.

Le tre piste da curling sono state messe lì dalla FISG (la federazione italiana degli sport del ghiaccio) e da Sport e Salute, azienda pubblica che si occupa dello sviluppo dello sport e il cui azionista unico è il ministero dell’Economia. A Colle Oppio non c’è ghiaccio, e le stone pesano circa un decimo di quelle ufficiali, ma l’obiettivo ultimo è «far innamorare i romani» del curling e «porre le basi per la costruzione di un impianto di curling vero e proprio», ha detto al Post il presidente della FISG Andrea Gios.

Il curling è uno sport molto particolare, vagamente simile alle bocce (ma su ghiaccio) e in Italia praticato costantemente da poche centinaia di persone. Torna però di moda ogni quattro anni, in occasione delle Olimpiadi invernali, anche perché l’Italia ha due giocatori molto forti, Stefania Constantini e Amos Mosaner. La finale per la medaglia d’oro che nel 2022 giocarono Constantini e Mosaner fu vista da quasi 3 milioni di persone in Italia.

Stefania Constantini sulla pista di Roma (Sport e Salute)

Uno dei motivi per cui è così poco diffuso, tuttavia, è il fatto che i posti in cui si può giocare sono pochi e in zone scarsamente abitate. Il curling è diffuso soprattutto a Cembra (un comune trentino di circa 2.000 abitanti), Claut (800 abitanti circa, in provincia di Pordenone), Bormio (4.000 abitanti circa, in provincia di Sondrio) e Cortina d’Ampezzo (5.000 abitanti circa, in provincia di Belluno).

Non c’è nessuna struttura pensata per ospitare il curling al di sotto delle Alpi. Questo sport, infatti, necessita di un ghiaccio particolare, diverso da quello delle altre discipline che si fanno su ghiaccio, come pattinaggio o hockey: dev’essere molto piatto e levigato, e viene trattato con tante piccole gocce d’acqua che permettono lo scivolamento delle stone. L’unico palazzetto del ghiaccio in cui si gioca a curling nel centro e nel sud Italia è quello di Mentana, nella città metropolitana di Roma, ma lo si pratica in maniera improvvisata e non professionistica.

«Siamo abbastanza concentrati in pochi impianti. Per questo la federazione sta spingendo affinché il curling arrivi nelle grandi città», dice Gios.

Nonostante il caldo, le piste da curling di Colle Oppio sono abbastanza frequentate, sebbene manchino numeri precisi. Ci sono tecnici che insegnano quali movimenti fare per lanciare una stone e le regole base del curling. Alcune cose, come la scivolata con cui i professionisti lanciano la stone, o la spazzata con la scopa, non si possono fare: ma il “curling a secco”, come lo chiama Gios, è solo un punto di partenza per avvicinare le persone alla pratica dello sport. Una volta generato interesse, arriveranno impianti pensati per il curling vero.

È molto difficile che le piste di Colle Oppio possano essere convertite in piste con ghiaccio all’aperto, perché le condizioni climatiche non lo permettono. Gios sta parlando della costruzione di impianti stabili per il curling a Roma col ministro dello Sport Andrea Abodi e il direttore generale di Sport e Salute Diego Nepi Molineris. «Sarebbe bellissimo se uno dei circoli canottieri sul Tevere, che a Roma sono tantissimi, costruisse una struttura e la dedicasse al curling», dice Gios.

Il ministro dello Sport Andrea Abodi lancia una stone a Colle Oppio, a Roma, nel giugno del 2026 (Sport e Salute)

Per adesso, a Roma ci sono le piste di Colle Oppio. Sono lunghe 12 metri e larghe 3, ben più piccole di quelle su cui giocano Constantini e Mosaner, e sono costate poche decine di migliaia di euro. Sono fatte di materiale plastico ad alta densità, che simula le caratteristiche di scorrimento del ghiaccio naturale; possono essere spostate da una città all’altra e non hanno bisogno di energia per mantenere freddo il ghiaccio. Di fatto, per installare una di queste piste, secondo Gios «basta avere una piazza piatta».

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