In Colombia ci sono state le prime operazioni volute dal nuovo presidente contro i gruppi armati: sei persone sono state uccise

Un militare a un posto di blocco nella baraccopoli Ciudad Bolívar di Bogotá, in Colombia, 16 ottobre 2024 (Juancho Torres/Anadolu via Getty Images)
Un militare a un posto di blocco nella baraccopoli Ciudad Bolívar di Bogotá, in Colombia, 16 ottobre 2024 (Juancho Torres/Anadolu via Getty Images)

Lunedì in Colombia ci sono state le prime operazioni volute dal nuovo presidente Abelardo de la Espriella contro i gruppi di dissidenti armati e i gruppi criminali. De la Espriella si è insediato venerdì, dopo aver vinto le elezioni di giugno anche grazie alla promessa di un approccio molto duro contro i gruppi armati. Ha fatto sapere con un post sui social network che sei persone sono state uccise: due facevano parte del gruppo criminale Clan del Golfo e le altre quattro del Frente 28, una delle numerose fazioni dissidenti delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia). Tra queste c’era anche il capo del Frente 28, Hernando Forero Mosquera, noto anche come “El Ruso”.

Le FARC hanno combattuto per decenni contro il governo colombiano, prima di fare un accordo di pace nel 2016 grazie al quale l’allora presidente Manuel Santos vinse il Nobel per la Pace. Alcune fazioni però non hanno mai accettato l’accordo e hanno continuato a portare avanti le proprie attività militari e criminali, come il narcotraffico e l’estrazione mineraria illegale. L’approccio di De la Espriella è totalmente diverso da quello del suo predecessore, il presidente di sinistra Gustavo Petro, che aveva perseguito l’obiettivo della «pacificazione» della Colombia, tramite accordi con i molti gruppi paramilitari attivi da decenni nel paese.

Nell’ultimo periodo gli attacchi dei gruppi armati si erano però fatti più intensi e violenti e il governo di Petro si era spostato su posizioni più dure, anche per cercare di non perdere consensi.

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