Almeno 13 persone sono state uccise in un attacco ucraino con droni in Russia, mille chilometri a est di Mosca

Una raffineria di Tatneft a Nizhnekamsk, Russia, 30 luglio 2015 (Andrey Rudakov/Bloomberg)
Una raffineria di Tatneft a Nizhnekamsk, Russia, 30 luglio 2015 (Andrey Rudakov/Bloomberg)

Almeno 13 persone sono state uccise e 39 ferite da un attacco con droni compiuto dall’Ucraina a Nizhnekamsk, una città nella regione del Tatarstan, circa mille chilometri a est di Mosca. È uno dei più gravi attacchi compiuti dall’Ucraina contro la Russia da quando quest’ultima ha iniziato la guerra nel 2022. Tra le altre cose è stata colpita una raffineria della Tatneft, un’importante società energetica russa: è uno degli stabilimenti tecnologicamente più avanzati del paese.

In genere l’Ucraina non mira a colpire civili – come spesso fa invece la Russia – ma si concentra sulle infrastrutture energetiche, soprattutto quelle che lavorano il petrolio, con l’obiettivo di far subire gli effetti della guerra alla popolazione civile, senza colpirla direttamente. La strategia ha causato molti blackout e razionamenti di carburante in varie parti della Russia, che ha dovuto anche aumentare le importazioni nonostante sia un grande produttore di petrolio.

Le autorità russe hanno detto che nella notte l’Ucraina ha attaccato 16 diverse regioni e hanno sostenuto di aver abbattuto più di 450 droni. L’esercito ucraino a sua volta ha detto di essere riuscito a colpire due raffinerie, una nella regione di Samara e l’altra in quella di Krasnodar. Non ha però dichiarato di aver attaccato quella nella regione del Tatarstan.

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