In Colombia si è insediato il nuovo presidente Abelardo de la Espriella, di estrema destra

Abelardo de la Espriella assiste a una parata militare dopo il suo insediamento, il 7 agosto 2026 a Cali (AP Photo/Ivan Valencia)
Abelardo de la Espriella assiste a una parata militare dopo il suo insediamento, il 7 agosto 2026 a Cali (AP Photo/Ivan Valencia)

Venerdì sera in Colombia si è tenuta la cerimonia di insediamento del nuovo presidente Abelardo de la Espriella, di estrema destra, vincitore delle elezioni di giugno. Ha preso il posto di Gustavo Petro, primo presidente di sinistra della storia della Colombia.

La cerimonia di insediamento è stata organizzata eccezionalmente nella città di Cali anziché nella capitale Bogotà. Si è tenuta nell’auditorium di un’università di fronte a parlamentari colombiani, esponenti delle istituzioni, imprenditori, celebrità e a rappresentanti di governi esteri e di organizzazioni internazionali. La scelta della città, la terza più grande del paese e sede del potentissimo cartello del narcotraffico omonimo, è un simbolo della volontà di de la Espriella di combattere il traffico di droghe illegali e di decentralizzare l’azione del governo.

Dopo il suo giuramento e mentre nell’auditorium venivano lette alcune orazioni religiose da parte di vari sacerdoti (un rabbino, un pastore evangelico, un prete e un vescovo cattolici), de la Espriella è uscito e ha tenuto il suo primo discorso di fronte a un battaglione di militari sull’attenti. Ha detto di voler riformare il sistema fiscale, annullare la tassa patrimoniale, distruggere le piantagioni di coca e portare i lavoratori dell’economia sommersa in quella legale.

De la Espriella ha 48 anni, è un avvocato e imprenditore e prima di candidarsi a presidente non aveva alcuna esperienza politica. In campagna elettorale ha adottato toni autoritari, si è avvicinato molto alla destra trumpiana statunitense e ha minacciato di usare la violenza contro i suoi avversari politici. Ha promesso di migliorare la sicurezza nel paese usando i metodi brutali e sommari del presidente autoritario di El Salvador, Nayib Bukele. In economia ha detto di ispirarsi alle politiche ultraliberiste del presidente argentino Javier Milei, con l’intenzione di ridurre i sussidi alla popolazione e la spesa pubblica.

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