I nostri prossimi dispositivi tecnologici saranno a noleggio?

L'aumento dei prezzi della RAM sta spingendo diverse aziende, tra cui Apple, a introdurre la formula del leasing

Un Apple Store a San Francisco (David Paul Morris/Bloomberg)
Un Apple Store a San Francisco (David Paul Morris/Bloomberg)
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In Italia il pagamento a rate è una modalità molto comune di acquistare uno smartphone, specialmente un iPhone. Le compagnie telefoniche o i grandi rivenditori offrono piani che prevedono il versamento di una cifra contenuta ogni mese, per periodi di solito compresi tra i due e i tre anni. Ma da un po’ di tempo si sta affermando una formula diversa, quella del leasing, che a differenza del modello a rate prevede che il dispositivo non sia mai di proprietà dell’utente, che in sostanza lo noleggia per un certo periodo, decidendo alla fine se riscattarlo o cambiare modello. La situazione di grave scarsità che sta interessando il mercato globale delle memorie (RAM) per il computer sta accelerando questo processo.

La scorsa settimana Apple ha presentato un programma per l’acquisto in leasing di iPhone, Mac, iPad o Apple Watch. Si chiama Apple Upgrade ed è un’iniziativa per ora disponibile solo negli Stati Uniti, per la quale Apple ha stretto un accordo con Klarna, servizio che consente di comprare beni online dilazionandone il pagamento. Da tempo Apple offre ai suoi utenti formule di leasing o di noleggio (che non prevede il riscatto finale), che storicamente sono dedicate ad aziende e titolari di partita IVA: Apple Upgrade è invece disponibile a chiunque.

Il motivo di questa strategia è che i dispositivi hanno prezzi sempre più alti, dovuti all’aumento dei costi della RAM, diventata sempre più rara e costosa a causa dell’enorme domanda da parte del settore delle intelligenze artificiali (AI), che ha bisogno di grandi quantità di memoria ad alta velocità per i data center.

A lungo Apple, grazie alla sua posizione di forza nel mercato tecnologico, sembrava aver evitato buona parte degli effetti della crisi della memoria, tanto grave da essere stata ribattezzata “RAMageddon”. Lo scorso giugno, però, l’azienda ha annunciato aumenti di prezzo per molti suoi prodotti. Alla fine di luglio Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, ha giustificato la decisione definendo la crisi della memoria «un’alluvione secolare», le cui conseguenze potrebbero essere durature.

Dal punto di vista puramente economico, Apple Upgrade sembra conveniente per gli acquirenti: chi vuole comprare un iPhone 17 Pro può versare una rata mensile di 31,99 dollari, sborsando in due anni circa 770 dollari, una cifra inferiore al prezzo effettivo del dispositivo, di 1099 dollari. Alla fine delle rate, può riscattarlo pagando la differenza con il prezzo di listino, o restituirlo.

Ma Apple Upgrade sembra anche indicare un futuro in cui le aziende offrono in prestito o leasing i loro prodotti agli utenti, che sempre più spesso non li posseggono ufficialmente. Secondo il sito Gizmodo, questo avrebbe conseguenze negative perché «i programmi di leasing eroderanno naturalmente il senso di possesso che si ha verso il proprio dispositivo» e «potrebbero includere penali di recesso poco chiare o blocchi del software in caso di mancato pagamento».

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Inoltre, come scrive il sito The Verge, durante il leasing il dispositivo comprato con Apple Upgrade è tecnicamente di proprietà di Klarna, che può imporre un pagamento aggiuntivo nel caso non venga riconsegnato in «buone condizioni».

Pochi giorni dopo l’annuncio di Apple Upgrade, il sito specializzato 9to5Mac ha scoperto che una versione beta di iOS 27, il sistema operativo di iPhone, conteneva del codice che avrebbe permesso ad Apple di bloccare app e servizi nei dispositivi in leasing qualora i pagamenti non fossero rispettati. Nei giorni successivi Apple ha risposto assicurando che «con Apple Upgrade non ci saranno limitazioni alla funzionalità del dispositivo dovute a pagamenti mancati o insolvenza».

L’aumento del costo della RAM riguarda tutto il settore tecnologico, ma sta avendo un effetto soprattutto su quello videoludico, che prevede l’utilizzo di computer e console con grandi quantità di RAM e schede grafiche potenti (come le GPU prodotte da Nvidia, a loro volta al centro degli interessi delle aziende che sviluppano AI).

Molte aziende, come Microsoft e Valve, hanno dovuto rivedere al rialzo i prezzi delle proprie console, e il tempismo della crisi sta mettendo in particolare difficoltà Sony, che sta preparando il lancio di PlayStation 6, previsto per i prossimi anni. Secondo alcuni report, l’azienda avrebbe deciso di ridurre la quantità di RAM in alcuni modelli della nuova console per mantenerne il prezzo più basso. E lo scorso febbraio Sony ha presentato nel Regno Unito un programma simile a Apple Upgrade, con cui è possibile acquistare in leasing la PS5 (il più recente modello di PlayStation) pagando tra le 12 e le 19 sterline al mese (dai 14 ai 22 euro), a seconda delle versioni.

Lo scorso febbraio anche HP aveva presentato un piano con cui le persone potevano prendere in affitto dei computer pensati per il gaming, versando ogni mese tra i 50 e i 130 dollari. Il programma è comunque durato poco: lo scorso mese l’azienda lo ha chiuso e gli utenti del servizio hanno potuto tenere i computer presi in prestito. La cancellazione del programma è avvenuta pochi giorni prima dell’annuncio di Apple Upgrade.

A favorire il passaggio a un modello in cui invece di possedere un dispositivo lo si prende in prestito o in leasing potrebbe essere anche la diffusione di nuovi formati particolarmente costosi, come quelli con gli schermi pieghevoli. Recentemente Samsung ha presentato Galaxy Z Fold 8, la nuova versione del suo smartphone con lo schermo pieghevole, che sembra aver convinto molti recensori, dimostrando le potenzialità dei dispositivi di questo tipo. Secondo Bloomberg anche Apple metterà in vendita un modello di iPhone pieghevole nel 2027: è lecito aspettarsi che il suo prezzo di partenza sarà molto più alto di quello di un normale iPhone, e possa quindi giovare di un programma di leasing come Apple Upgrade.

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