Il sito di notizie statunitense BuzzFeed licenzierà più di un terzo dei suoi dipendenti

L'entrata di BuzzFeed a New York nel 2020 (AP Photo/Ted Shaffrey)
L'entrata di BuzzFeed a New York nel 2020 (AP Photo/Ted Shaffrey)

Lunedì il sito di notizie statunitense BuzzFeed ha annunciato che licenzierà 180 dipendenti dell’azienda, circa il 35 per cento del totale (non ha chiarito quante delle cinque sedi saranno coinvolte). Questa drastica riduzione del personale fa parte di un piano del nuovo proprietario Byron Allen per ridurne le perdite, pari a milioni di dollari ogni anno. Allen, un imprenditore dei media e dello spettacolo che deve la sua maggiore fama alla sua carriera di comico e di produttore cinematografico, aveva comprato la società a maggio, quando era già fortemente indebitata. Tra le altre cose si era subito sostituito al fondatore di BuzzFeed Jonah Peretti nel ruolo di amministratore delegato.

Fondato nel 2006, BuzzFeed fu protagonista di una temporanea rivoluzione nei prodotti giornalistici online, mescolando contenuti “virali” e di informazione, e precorrendo tendenze che oggi sono diventate consuete o che sono state inglobate dentro il nostro quotidiano rapporto con i contenuti online. Per un periodo sembrò l’esempio del prevalere di nuovi progetti digitali sulle aziende giornalistiche tradizionali, poi il suo potere e la sua originalità si diluirono, e le maggiori testate tradizionali seppero riadattarsi e rispondere a una domanda di qualità sopravvissuta.

Da qualche anno BuzzFeed è diventato praticamente inesistente nell’influenzare tendenze e opinioni e nel dibattito informativo. Col tempo si è anche progressivamente ridimensionato: nel 2023 i dipendenti dell’azienda erano circa 1200, prima dei licenziamenti di lunedì erano già poco più di 500.