• Mondo
  • Venerdì 24 luglio 2026

Tra gli Houthi e l’Iran c’è un rapporto particolare

Il gruppo armato yemenita è alleato del regime ma non prende ordini diretti e persegue anche obiettivi propri

Una manifestazione a Sana'a, in Yemen, a favore dell'Iran, marzo 2026 (AP Photo/Osamah Abdulrahman)
Una manifestazione a Sana'a, in Yemen, a favore dell'Iran, marzo 2026 (AP Photo/Osamah Abdulrahman)
Caricamento player

Negli scorsi giorni sono riprese le ostilità tra gli Houthi, il gruppo armato che governa parte dello Yemen, e l’Arabia Saudita. È la prima volta dopo la fine di una lunghissima guerra tra le due parti, combattuta tra il 2014 e il 2022, e tra le cause scatenanti c’è un volo aereo.

Il 13 luglio l’Arabia Saudita ha bombardato l’aeroporto di Sana’a, la capitale dello Yemen dominata dagli Houthi, per impedire l’atterraggio di un aereo che trasportava importanti funzionari degli Houthi di ritorno dal funerale dell’ex Guida suprema iraniana Ali Khamenei (è poi atterrato in un altro aeroporto). Gli Houthi hanno risposto militarmente, e hanno finito per annunciare la chiusura dell’importante stretto di Bab el Mandeb alle navi saudite.

Secondo un’inchiesta di Reuters, però, quell’aereo non trasportava soltanto dignitari e diplomatici. A bordo c’erano anche consiglieri militari iraniani, componenti per missili e droni, e oro inviato dall’Iran per finanziare le attività degli Houthi. Questa è l’ultima prova del rapporto molto stretto – ma anche inconsueto – tra gli Houthi e l’Iran.

Gli Houthi sono comunemente definiti come un gruppo alleato dell’Iran e come parte dell’asse della resistenza, cioè di quelle milizie e stati che sostengono l’Iran in tutto il Medio Oriente. Di tutti i membri dell’asse, però, gli Houthi sono tra i più indipendenti: con l’Iran condividono strategie militari e obiettivi di politica estera, ma ci sono anche grosse differenze religiose e di priorità locali.

Gli Houthi nacquero come gruppo negli anni Novanta, ma sono diventati centrali per la storia dello Yemen poco più di vent’anni fa. Il loro nome ufficiale è Ansar Allah, che significa “difensori di Dio”, mentre Houthi è un riferimento alle loro origini sociali (la famiglia al Houthi fu centrale nella fondazione del gruppo, ed è ancora la più rilevante al suo interno). Secondo alcuni esperti i loro primi contatti con l’Iran risalgono alla prima insurrezione degli Houthi contro il governo dello Yemen, cominciata nel 2004 e repressa con la forza.

Questo è un primo elemento importante: gli Houthi sono nati in maniera indipendente dall’Iran. È una grossa differenza rispetto ad altri membri dell’asse della resistenza come il gruppo libanese Hezbollah e alcune milizie sciite in Iraq, che sono nate grazie all’intervento iraniano, e su cui l’Iran esercita influenza fin dalla fondazione (un altro gruppo che fa parte dell’asse e la cui fondazione non è dipesa dall’Iran è Hamas).

Nel 2014 gli Houthi insorsero di nuovo, questa volta con successo: arrivarono a conquistare Sana’a, la capitale, e costrinsero il governo yemenita a ritirarsi nella città di Aden. Cominciò una lunga guerra civile tra i due governi: gli Houthi sostenuti dall’Iran e il governo di Aden – quello internazionalmente riconosciuto – sostenuto dall’Arabia Saudita.

Nella guerra furono uccise 350mila persone. Si concluse nel 2022 con un cessate il fuoco che di fatto lasciava gli Houthi al potere in una parte dello Yemen, compresa Sana’a. È stata spesso definita come una guerra per procura, in cui l’Iran e l’Arabia Saudita, storici rivali in Medio Oriente, usarono i rispettivi alleati yemeniti per regolare i propri conti nella regione. È una definizione riduttiva, soprattutto perché gli Houthi hanno sempre mantenuto la loro autonomia dall’Iran.

È ampiamente provato che l’Iran fornisce agli Houthi armi, supporto logistico e consiglieri militari. In particolare l’Iran invia armi che gli Houthi faticano a costruire da sé, come missili balistici e sistemi d’arma sofisticati. È successo durante la guerra civile e continua a succedere tuttora, come ha mostrato l’inchiesta di Reuters.

Questo sostegno militare non significa però che gli Houthi prendano ordini diretti dall’Iran. Sia durante la guerra civile sia negli anni successivi hanno spesso preso iniziative indipendenti e adottato strategie proprie, che in alcuni casi si discostano dalle priorità dell’Iran.

Lo si è visto per esempio durante la guerra nella Striscia di Gaza, quando gli Houthi furono gli unici ad agire in solidarietà con la popolazione palestinese attaccata da Israele, mentre l’Iran rimase inerte. Nello specifico, gli Houthi per mesi bombardarono le navi commerciali occidentali che passavano per lo stretto di Bab el Mandeb.

Quando poi il 28 febbraio del 2026 gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, gli Houthi sono stati gli unici membri dell’asse della resistenza a non intervenire rapidamente a soccorso del regime iraniano (lo stesso vale per Hamas, che però è appena uscito da una guerra contro Israele nella Striscia di Gaza, che di fatto non è davvero finita). Tuttora non è chiaro se il loro mancato intervento sia stato concordato con l’Iran oppure sia stato deciso autonomamente dagli Houthi, che hanno preferito non esporsi per evitare ritorsioni statunitensi, oppure per impedire a fazioni yemenite rivali di rafforzarsi e contendere loro il potere.

Un cartellone a Sanaa, Yemen, raffigura il leader degli Houthi, Abdul Malik al Houthi. Giugno 2026 (AP Photo/Osamah Abdulrahman)

Un cartellone a Sana”a, Yemen, raffigura il leader degli Houthi, Abdul Malik al Houthi. Giugno 2026 (AP Photo/Osamah Abdulrahman)

In questo senso l’alleanza tra gli Houthi e l’Iran, pur essendo molto salda, muta a seconda delle esigenze. Gli Houthi sanno che dipendono dall’Iran per i rifornimenti soprattutto di armi, ma mantengono una forte indipendenza d’azione, soprattutto per quanto riguarda la politica locale.

A livello strategico, l’Iran e gli Houthi condividono l’ostilità nei confronti dell’Arabia Saudita, che vorrebbe eliminare la presenza degli Houthi ai propri confini e limitare l’influenza dell’Iran nella regione. Condividono inoltre l’ostilità nei confronti di Israele e degli Stati Uniti.

A livello ideologico e religioso ci sono poi notevoli differenze. Per esempio, pur professando entrambi l’islam sciita (una delle due divisioni principali dell’islam: l’altra è il sunnismo), il regime iraniano e gli Houthi appartengono a due correnti con grosse differenze.