L’Ucraina sta prendendo di mira i magazzini della “Amazon russa”
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Gli attacchi coi droni ucraini stanno prendendo di mira le strutture di Wildberries, la più grande piattaforma russa di e-commerce che per questo è soprannominata “la Amazon russa”. I suoi magazzini sono stati colpiti almeno tre volte nell’ultima settimana in varie parti della Russia. Video diffusi sui social, e verificati da BBC, mostrano grossi incendi. Le autorità russe hanno detto che gli attacchi in tutto hanno ucciso 8 persone e ne hanno ferite decine, oltre a causare ovviamente danni economici.
Il governo ucraino ha motivato gli attacchi sostenendo che Wildberries sia coinvolta nelle forniture militari e di droni all’esercito russo. La Russia nega, e rivolge accuse identiche ai servizi ucraini di e-commerce (l’esercito ucraino in realtà usa un e-commerce simile ad Amazon pensato apposta per il rifornimento militare). Wildberries ha 40mila tra negozi fisici e punti di ritiro. Sul suo sito web si trova materiale che può essere impiegato a fini bellici – è il cosiddetto “dual use” – come protezioni per i soldati, radio e cavi in fibra ottica, utili a pilotare i droni evitando che siano fermati dai sistemi d’interferenza.
Wildberries è anche uno dei maggiori datori di lavoro in Russia, con decine di migliaia di dipendenti. La tattica degli attacchi ucraini è quindi anche danneggiare l’economia russa e, come per quelli alle raffinerie che hanno causato carenze di carburante, fare avvertire anche alla popolazione le conseguenze della guerra, seppure indirettamente. L’Ucraina ha sviluppato droni molto avanzati, grazie a cui è stata in grado di colpire sempre più in profondità nel territorio russo, anche a moltissimi chilometri dal fronte.
Secondo i media russi i recenti attacchi, in particolare quelli a Elektrostal e Kotovsk che sono tra i principali centri di smistamento, hanno compromesso il 7 per cento della capacità logistica del gruppo e causato danni fino all’equivalente di 400 milioni di euro. Poche settimane fa, peraltro, Wildberries aveva modificato i propri regolamenti dichiarandosi esente dal risarcire i danni derivanti da cause di “forza maggiore”, ossia quelle indipendenti dalla volontà del fornitore che in Russia includono quelli legati alla guerra.


