Anthropic pagherà 1,5 miliardi di dollari per chiudere una causa sul diritto d’autore: è il più grande accordo di sempre nel settore
- Condividi
- X
- Regala il Post

L'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei durante una conferenza a San Francisco, Stati Uniti, 22 maggio 2025 (Don Feria/AP)
Negli Stati Uniti un giudice federale di San Francisco ha approvato l’accordo da 1,5 miliardi di dollari (1,3 miliardi di euro) raggiunto dall’azienda di intelligenza artificiale (AI) Anthropic per chiudere una causa in cui un gruppo di scrittori l’accusavano di aver violato il diritto d’autore nello sviluppo di Claude, il chatbot per cui l’azienda è famosa. L’accordo è il più ricco mai raggiunto in una causa sul diritto d’autore legata all’intelligenza artificiale di cui si ha notizia (negli Stati Uniti, infatti, le cifre di alcuni accordi possono rimanere riservate).
Questo è solo uno dei vari procedimenti legali da parte di autori ed editori contro le aziende del settore AI, accusate di aver violato il copyright nello sviluppo dei modelli linguistici.
Nel 2024 un gruppo di autori aveva fatto causa ad Anthropic, sostenendo che l’azienda avesse addestrato Claude con i loro libri senza chiedere il permesso e che avesse inoltre utilizzato copie illegali delle opere, scaricate da internet. Lo scorso giugno un giudice aveva stabilito che Anthropic non aveva violato le leggi sul copyright nell’usare i libri per allenare Claude. Tuttavia, aveva deciso che era illegale il modo in cui la società aveva scaricato e salvato moltissimi libri, prendendoli da siti che forniscono l’accesso illecito a migliaia di opere protette dal diritto d’autore, come LibGen (da “Library Genesis”).
Per evitare il processo Anthropic ha quindi deciso di proporre un risarcimento agli autori che le avevano fatto causa: il giudice lo ha approvato, respingendo le obiezioni di alcuni autori, secondo cui l’importo non era adeguato, compensava eccessivamente gli avvocati dei ricorrenti ed escludeva ingiustamente alcuni titolari di diritti d’autore. L’accordo coinvolge circa il 91 per cento delle persone che avevano fatto causa dato che alcuni hanno deciso di non accettarlo, preferendo andare a processo.


