Il primo commento di Giorgia Meloni sulla morte di Abderrahim Fakir

Dopo due giorni ha detto che è «doveroso» accertare le responsabilità, ma anche che «nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine»

(ANSA/MAX CAVALLARI)
(ANSA/MAX CAVALLARI)
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Martedì mattina la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato per la prima volta quanto accaduto ad Abderrahim Fakir, il 42enne di origini marocchine morto domenica mentre due agenti di polizia lo stavano immobilizzando a terra. Meloni è intervenuta solo due giorni dopo, e soprattutto dopo la manifestazione di protesta organizzata a Bologna, in cui oltre a un corteo pacifico ci sono stati scontri tra le forze dell’ordine e un gruppo di manifestanti.

Il commento di Meloni si è concentrato molto sulla manifestazione, a difesa della polizia: ha detto di ritenere «doveroso» che vengano accertate le responsabilità sulla morte di Fakir «col massimo rigore» e «senza pregiudizi e senza sconti per nessuno». Poi ha aggiunto che «nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine» e ha detto: «Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro».

Il commento di Meloni è anche un po’ ambiguo: inizia con «Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile», senza chiarire se si riferisca alla violenza dell’intervento degli agenti di polizia durante il quale è morto Fakir, oppure ai disordini dei manifestanti che hanno lanciato oggetti contro la polizia (più probabilmente alla seconda cosa).

Fakir è morto domenica all’ora di pranzo, e la manifestazione in cui ci sono stati i disordini era stata indetta dal sindaco di Bologna Matteo Lepore, del Partito Democratico, per lunedì alle 19 in piazza Nettuno, in centro. La manifestazione è stata molto partecipata ed è stata condotta in gran parte in maniera pacifica; poi, a un certo punto, un gruppo di manifestanti si è spostato davanti alla prefettura, in piazza Roosevelt, dove erano schierati gli agenti: dopo alcuni momenti di tensione sono iniziati gli scontri.

I manifestanti hanno lanciato oggetti e bottiglie contro la polizia, che ha risposto con idranti e fumogeni. Nel corso della notte altri manifestanti hanno dato fuoco a due automobili del comune e a diverse bici del servizio di sharing comunale: in tutto ci sono stati 11 feriti, sei agenti e cinque manifestanti, nessuno in maniera grave.

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