Il narcotrafficante messicano El Mayo, tra i capi del cartello di Sinaloa, è stato condannato all’ergastolo negli Stati Uniti 

Il tribunale federale di Brooklyn, a New York, che ha condannato Ismael "El Mayo" Zambada, il 20 luglio
Il tribunale federale di Brooklyn, a New York, che ha condannato Ismael "El Mayo" Zambada, il 20 luglio (EPA/SARAH YENESEL)

Ismael Zambada García detto El Mayo, uno dei più noti e potenti narcotrafficanti messicani, è stato condannato all’ergastolo negli Stati Uniti, dov’era già in carcere e a processo per associazione a delinquere e narcotraffico. L’anno scorso si era dichiarato colpevole come parte di un accordo per evitare la pena di morte. Ha chiesto di essere spostato in un ospedale penitenziario, citando la sua età (ha 76 anni), ma il governo statunitense non ha ancora deciso se permetterglielo, ritenendolo ancora pericoloso se fuggisse.

El Mayo era stato per decenni il più importante collaboratore del celebre Joaquín Guzmán Loera, detto El Chapo, con cui aveva fondato il cartello di Sinaloa, tuttora una delle più grandi e potenti organizzazioni criminali del mondo. Insieme El Mayo ed El Chapo avevano gestito il traffico illegale di tonnellate di cocaina, eroina, fentanyl e metanfetamina negli Stati Uniti. El Chapo, arrestato per l’ultima volta nel 2015, era stato a sua volta condannato all’ergastolo negli Stati Uniti nel 2019.

El Mayo era stato portato negli Stati Uniti e arrestato nel 2024, in un’operazione eccezionale realizzata grazie alla collaborazione di uno dei figli di El Chapo, Joaquín Guzmán López, anche lui un importante narcotrafficante che a sua volta era stato arrestato. Guzmán López aveva fatto salire El Mayo su un aereo che l’aveva portato negli Stati Uniti contro la sua volontà: i seguaci di El Mayo nel cartello di Sinaloa considerarono il gesto come un tradimento, e la questione ha causato violentissimi scontri fra loro e i sostenitori dei figli di El Chapo.