L’attivista neonazista tedesco che cambiò genere per provocazione sconterà la sua pena in un carcere maschile
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Sven Liebich, attivista neonazista che aveva fatto parlare di sé per aver cambiato legalmente il suo genere in donna per contestare la legge che regola il cambio di genere sui documenti in Germania, sconterà la sua pena nel carcere maschile di Chemnitz, nello stato orientale della Sassonia-Anhalt. Liebich era stato condannato a un anno e sei mesi di carcere da un tribunale tedesco per incitamento all’odio, diffamazione e aggressione verbale. Nell’agosto del 2025 avrebbe dovuto presentarsi in un carcere femminile ma era fuggito in Repubblica Ceca, dove poi era stato arrestato ad aprile.
Mercoledì Liebich era stato estradato in Germania e portato nella sezione femminile del carcere. Giovedì però è stato deciso il suo trasferimento nella sezione maschile.
Liebich non è considerato davvero una persona trans, e si pensa che abbia cambiato nome per provocazione. Spesso infatti aveva fatto dichiarazioni contro i diritti delle persone della comunità LGBTQ+, e parlato tra le altre cose di «transfascismo». Un tribunale sta valutando anche se sia possibile annullare il suo cambio di genere sui documenti.
La legge tedesca sul cambio di genere è cambiata nel 2024: prima per modificare nome e genere sui documenti occorreva sottoporsi a due valutazioni psicologiche e ottenere la sentenza di un tribunale (una procedura simile a quella che c’è anche in Italia), mentre ora basta un’autocertificazione. Le nuove regole sono pensate per rendere il procedimento del cambiamento di genere meno lungo e stressante per le persone trans, per le quali essere identificate con documenti del genere diverso da quello percepito può essere fonte di stress e disagio.
– Leggi anche: Il cambio di genere fasullo di Sven Liebich


