L’Unione Europea ha vietato l’importazione di oro dal Sudan, per limitare le fonti di finanziamento della guerra civile
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Lunedì il Consiglio dell’Unione Europea, l’organo composto da una o un rappresentante del governo per ogni paese dell’Unione, ha approvato un divieto di acquisto, importazione e trasferimento di oro proveniente dal Sudan, con l’obiettivo di contrastare un’importante fonte di finanziamento della sanguinosa guerra civile in corso nel paese da tre anni. Il Consiglio ha anche vietato la vendita e l’esportazione in Sudan di mercurio e cianuro, sostanze chimiche molto utilizzate per l’estrazione dell’oro.
La guerra in Sudan è iniziata nel 2023 e ha causato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo: si stima che siano state uccise alcune centinaia di migliaia di persone, e che 14 milioni siano in una situazione di grave insicurezza alimentare.
I negoziati per porre fine alla guerra sono fermi e il paese è attualmente diviso in due: da una parte l’esercito regolare, che controlla la parte orientale con la capitale Khartoum, il corridoio del Nilo e la città portuale di Port Sudan, sul mar Rosso; dall’altra le Rapid Support Forces (RSF), le milizie che si sono stabilite nell’ovest e che controllano la regione del Darfur. Le RSF controllano quindi la maggior parte dei giacimenti di oro nel Darfur e nella regione del Kordofan, mentre l’esercito regolare quelli a nord e a est. L’oro sudanese è molto esportato negli Emirati Arabi Uniti, attraverso paesi come Egitto, Ciad e Libia.
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