La Rai ha sospeso le repliche estive di Report

Sigfrido Ranucci nello studio televisivo della trasmissione Report (Alessandro Di Meo/Ansa)
Sigfrido Ranucci nello studio televisivo della trasmissione Report (Alessandro Di Meo/Ansa)

La Rai ha annunciato che quest’estate non trasmetterà le repliche del programma d’inchiesta Report «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda» riguardante il suo conduttore Sigfrido Ranucci e l’attentato avvenuto contro di lui il 16 ottobre del 2025, in cui una bomba era esplosa di fronte casa sua distruggendo due auto di sua proprietà. La Rai ha comunque confermato che la prossima stagione di Report andrà in onda a partire da novembre.

Per l’attentato è indagato come mandante l’imprenditore Valter Lavitola, che tra la fine degli anni Novanta e il primo decennio del Duemila ebbe estesi rapporti con politici e fu coinvolto in diverse vicende giudiziarie, tra cui un tentativo di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. Lavitola e Ranucci hanno un rapporto stretto di amicizia, ammesso e confermato da Ranucci anche dopo che si era saputo del coinvolgimento di Lavitola nell’indagine. Non si capisce per quale motivo Lavitola avrebbe organizzato l’attentato contro Ranucci, ma si sa che Lavitola stava progettando di far entrare in politica Ranucci. Sulla base di questo su diversi giornali si è iniziato a parlare dell’ipotesi – per ora non sostenuta da prove – che l’attentato non fosse un vero attentato, ma un modo per attirare solidarietà verso Ranucci e renderlo più popolare.

Ranucci ha commentato la decisione della Rai attraverso un comunicato in cui dice che in questo modo viene delegittimato non solo lui, ma anche «tutto il lavoro dei singoli giornalisti» che collaborano al programma. La sospensione è stata decisa dalla direzione degli approfondimenti Rai, che è responsabile di Report. Il direttore è Paolo Corsini, che mercoledì aveva detto ad alcuni cronisti di aspettarsi un chiarimento da Ranucci su questa storia. I giornali avevano anche attribuito a lui questa frase: «La bomba era per lui, vera o farlocca che fosse». In seguito Corsini aveva smentito queste dichiarazioni dicendo che le sue parole erano state riportate senza contesto.

– Leggi anche: I dubbi e le ipotesi sull’attentato a Sigfrido Ranucci