Una persona è stata condannata a 4 mesi per dei messaggi d’odio online contro la senatrice Liliana Segre

Liliana Segre al Memoriale della Shoah a Milano, 28 aprile 2026 (Claudio Furlan/LaPresse)
Liliana Segre al Memoriale della Shoah a Milano, 28 aprile 2026 (Claudio Furlan/LaPresse)

Il tribunale di Milano ha condannato a quattro mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, una persona che insieme ad altre nel 2025 era stata accusata di diffamazione aggravata dall’odio razziale per dei messaggi d’odio pubblicati sui social media contro la senatrice a vita Liliana Segre. Tra questi ce n’erano vari che associavano e paragonavano le posizioni di Segre, ebrea e sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz, a quelle naziste e fasciste.

Il tribunale ha inoltre stabilito che la persona condannata dovrà pagare un risarcimento pari a 1.500 euro, che Segre ha già detto darà in beneficenza. Il processo si è svolto con rito abbreviato, che non prevede il dibattimento in tribunale e garantisce uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

C’erano altre sette persone imputate: nei mesi scorsi tre di loro si erano scusate con delle lettere e avevano devoluto varie somme di denaro, fino a duemila euro, alla Fondazione Memoriale Shoah di Milano (di cui Segre è una delle fondatrici) come forma di risarcimento. La giudice Francesca Ghezzi aveva quindi stabilito di non procedere nei loro confronti. Altre quattro invece sono state ammesse all’istituto della messa alla prova, la possibilità che viene offerta a chi ha commesso un reato (di minore allarme sociale) di estinguerlo completamente senza andare in carcere e mantenendo la fedina penale pulita. Dovranno fare lavori di pubblica utilità per un anno e dare ciascuna 300 euro alla Fondazione Memoriale Shoah.