È l’estate della bandana
Molto popolari una ventina d'anni fa, sono tornate quelle tradizionali con motivo paisley, ma anche versioni eleganti o annodate alla vita
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Al festival di Glastonbury dello scorso agosto la cantautrice statunitense Gracie Abrams fu notata perché indossò per tutto il tempo una bandana. Sul palco ne mise una rossa, e il resto del tempo una uguale ma blu. Da quel momento ai suoi concerti molte fan hanno cominciato a indossare a loro volta le tipiche bandane monocolore con le stampe bianche, cosiddette paisley.
Non solo grazie ad Abrams, dopo essere state molto di moda tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, ultimamente le bandane hanno ricominciato a vedersi tra le celebrità e non solo. La pop star Dua Lipa le indossa spesso nelle foto pubblicate a giugno del suo viaggio di nozze in Italia, così come anche l’attrice Daisy Edgar-Jones e la seguitissima creator americana Emma Chamberlain. Tante influencer e content creator le indossano, e pubblicano sui social tutorial su come annodarle per non tirare i capelli e per non farle scivolare, e anche su come usarle in modi che non siano mettendole in testa.
A essere tornate di moda sono sia le bandane di cotone con il motivo paisley, la fantasia tipica fatta di piccoli motivi a forma di gocce o di virgole, che più in generale grandi foulard eleganti che vengono annodati in testa, o addirittura bandane di seta tinta unita da abbinare ad abiti da sera.
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Per esempio l’attrice norvegese Renate Reinsve ne ha indossata una in seta bianca della collezione primavera-estate 2026 di Calvin Klein sul tappeto rosso degli European Film Awards di gennaio. E pochi giorni fa, a un evento per la promozione del film Odissea, Zendaya ne ha sfoggiata una incorporata a un vestito su misura di Jacquemus.
Da una parte la ricomparsa delle bandane è stata favorita dal ritorno dell’estetica e della moda degli anni Novanta iniziato alcuni anni fa. La serie tv uscita a febbraio sulla storia d’amore tra John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette, ambientata in quegli anni, ha certamente contribuito. Lo stile di Bessette è infatti ancora oggi molto osannato e imitato, e tra i suoi accessori più tipici c’era proprio la bandana. Ancora prima della serie su Bessette, la bandana aveva cominciato a comparire nella serie tv The Bear, dove l’attrice Ayo Edebiri, che interpreta la sous-chef Sydney, indossa sempre una bandana, ogni giorno di materiali e colori diversi.
Oggi bandane e foulard si vedono sempre più spesso anche legati in vita, per esempio sopra i jeans, per stringere il punto vita di un vestito o come cintura decorativa di una gonna. E spesso anche legate alle borse per renderle più originali e colorate. Seguendo poi la diffusione degli ultimi anni del lavoro a maglia e soprattutto all’uncinetto, moltissime persone hanno iniziato a realizzare da sole bandane fatte a mano di ogni tipo, condividendo sui social i modelli e le istruzioni per realizzarle.
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Nonostante la grande varietà di soluzioni, la bandana classica, quella in cotone con il motivo paisley, è quella che si vede probabilmente di più in giro.
Il nome viene da “bandhani”, una tecnica di tintura indiana che prevedeva che il tessuto venisse annodato in molti punti prima di essere tinto, creando piccoli motivi bianchi (stinti) una volta sciolti i nodi (bāndhnā in hindi significa “legare”). Il motivo decorativo composto da gocce allungate e ricurve che chiamiamo paisley deriva invece dal boteh o buta, un tipo di disegno da secoli diffusissimo nei tessuti in Iran e in altre zone dell’Asia centrale. Veniva creato con fili d’oro o d’argento sulla seta in occasioni speciali come regali di matrimonio, ed era considerato un simbolo di fertilità.

Screenshot da YouTube
Questi tessuti decorati furono poi importati dall’Asia in Europa nel periodo coloniale, e infatti il nome inglese paisley viene dalla città scozzese in cui nell’Ottocento si iniziò a realizzare questo disegno sui tessuti locali, per confezionare scialli e sciarpe pesanti.
Nel Novecento le bandane divennero un accessorio popolare in tutto il mondo, indossato indistintamente da uomini e donne e per scopi diversissimi: per soffiarsi il naso o, per chi fumava il tabacco, per sputarlo, visto che la lavorazione elaborata camuffava bene le macchie. È stato (ed è ancora) un capo da lavoro: a chi lavorava in campagna era utile per riparare la bocca e il naso dalla polvere e dal vento. Gli operai e le operaie degli anni Quaranta e Cinquanta la usavano per proteggere la testa e i capelli dallo sporco e dal sudore, sia all’aperto che in fabbrica.
Nel tempo le bandane uscirono dal contesto lavorativo, e cominciarono a essere indossate anche come accessorio. Negli anni Cinquanta molte donne portavano foulard e bandane annodate sotto il mento, uno stile reso celebre soprattutto da attrici come Audrey Hepburn e Grace Kelly, che la sfoggiavano in vacanza e sulle decappottabili. Le bandane furono anche uno degli accessori più riconoscibili della cultura hippie degli anni Sessanta e Settanta e divennero popolari anche tra i motociclisti, in particolare tra chi guidava una Harley-Davidson.
L’enorme diffusione delle bandane in tutto il mondo fece sì che queste assumessero anche funzioni diverse da quelle puramente estetiche e di capo per lavorare. In alcuni contesti divennero strumenti di riconoscimento e identificazione: per esempio negli anni Settanta le bandane furono essenziali nella comunità gay statunitense, in un momento in cui l’omosessualità era ancora fortemente stigmatizzata. Nelle grandi città californiane e a New York si diffuse il cosiddetto hanky code, un sistema di comunicazione non verbale in cui il colore e la posizione della bandana (annodata a destra o a sinistra dei pantaloni) indicavano preferenze e disponibilità sessuali.
Negli anni Novanta e Duemila la bandana diventò poi un vero e proprio simbolo della cultura musicale soprattutto nell’hip hop, nell’R&B e nel rap statunitense, rafforzandone la diffusione come accessorio adatto alla vita di tutti i giorni: il più noto fra questi è sicuramente Tupac, che la indossava spessissimo con il nodo sul davanti e leggermente inclinata da un lato. Tra le artiste più riconoscibili per l’uso della bandana negli anni Duemila invece ci sono Christina Aguilera e Beyoncé. In Italia la indossano spesso i rapper milanesi Shiva e Rondodasosa, sopra il cappello con la visiera, a volte neanche annodata, quasi sempre blu o rossa.
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