In Zimbabwe una riforma costituzionale permetterà al presidente Emmerson Mnangagwa di restare in carica fino al 2030

Il Senato dello Zimbabwe ha approvato una riforma costituzionale che cambierà il modo in cui viene eletto il presidente, posticiperà le prossime elezioni di due anni e permetterà all’83enne Emmerson Mnangagwa di restare in carica fino al 2030. La legge ora ha bisogno solo di essere firmata da Mnangagwa per entrare in vigore: stabilisce che il presidente verrà eletto dal parlamento, e non più da un voto popolare; e resterà in carica sette anni, e non più cinque. La scadenza del mandato di Mnangagwa passerà quindi dal 2028 al 2030. La legge era in discussione da febbraio e ha provocato notevoli tensioni politiche nel paese: i suoi critici in questi mesi sono stati anche arrestati e condannati. Al Senato è però stata approvata con 75 voti a favore e soli 4 contrari: anche alcuni senatori dell’opposizione hanno votato con la maggioranza.
Mnangagwa è al potere dal 2017, quando un colpo di stato militare rimosse Robert Mugabe, leader del paese dall’indipendenza, nel 1980. Mnangagwa era stato il suo vice, lo sostituì a capo del partito Unione Nazionale Africana dello Zimbabwe (ZANU–PF), nel 2018 fu eletto presidente e confermato nel 2023, entrambe le volte dopo elezioni poco democratiche, fortemente contestate dalle opposizioni.. Nel 2028 non avrebbe potuto ricandidarsi.


