Il ministro della Salute del Kenya ha ordinato di sospendere la costruzione del centro di isolamento statunitense per l’ebola
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Il ministro della Salute del Kenya Aden Duale ha ordinato l’immediata sospensione dei lavori per costruire un centro per la quarantena contro il virus ebola, voluto e finanziato dagli Stati Uniti. Il centro è attualmente in costruzione all’interno di una base aerea vicino alla città di Nanyuki, circa 140 km a nord della capitale Nairobi.
Attualmente in Kenya non ci sono casi registrati di ebola, e la struttura dovrebbe ospitare cittadini statunitensi che sono stati contagiati nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, dove sono in corso delle epidemie di ebola. Il Kenya è stato scelto per la sua vicinanza al centro dell’epidemia.
Già a fine maggio un tribunale keniano aveva ordinato la sospensione della costruzione del centro, per scongiurare il pericolo di contagi e l’inizio di un’eventuale epidemia di ebola nel paese. La sentenza non aveva fermato il governo degli Stati Uniti: aerei militari statunitensi avevano ignorato l’ordine, continuando a trasportare alla base aerea materiale tecnico e personale specializzato. Lunedì l’Alta Corte del Kenya aveva accusato Duale di oltraggio per aver disobbedito all’ordine di interrompere la costruzione, e il ministro aveva quindi sospeso i lavori.
Nella sentenza di maggio il tribunale aveva anche ordinato al governo keniano di diffondere il testo del progetto e del contestato accordo preso a dicembre del 2025 dal presidente William Ruto con gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti avevano promesso 13,5 milioni di dollari di aiuti per prevenire la diffusione della malattia, e in cambio Ruto aveva approvato la costruzione del centro e l’accesso ai dati sanitari dei pazienti keniani.
Molti keniani fin da subito sono stati contrari alla costruzione della struttura, e a inizio giugno ci sono state violente proteste.


