Il presidente della Bolivia ha dichiarato lo stato di emergenza per fermare le proteste contro il governo

La polizia interviene per rimuovere un blocco stradale (Jorge Mateo Romay Salinas/Anadolu via Getty Images)
La polizia interviene per rimuovere un blocco stradale (Jorge Mateo Romay Salinas/Anadolu via Getty Images)

Sabato il presidente della Bolivia Rodrigo Paz ha dichiarato lo stato di emergenza in tutto il paese e ha dato all’esercito il compito di rimuovere i blocchi stradali dovuti alle proteste antigovernative che da settimane paralizzano i rifornimenti di carburante, cibo e medicine. La capitale La Paz è quasi isolata: i blocchi hanno fermato migliaia di camion, i supermercati sono vuoti e molte persone non hanno potuto raggiungere gli ospedali.

Dalla fine del governo di Evo Morales, lo storico ex presidente di sinistra che ha governato il paese tra il 2006 e il 2019, la Bolivia è politicamente instabile e sta attraversando anche una grave crisi economica che ha ridotto molto il potere d’acquisto della popolazione. L’obiettivo dei manifestanti è ottenere le dimissioni di Paz, eletto a novembre. Protestano soprattutto per le misure di austerità del nuovo governo, in particolare per l’eliminazione dei sussidi sui carburanti decisa per ridurre il deficit in un momento di grave carenza di dollari e di trattative con il Fondo monetario internazionale.

Secondo le autorità gli scontri tra polizia e manifestanti hanno causato almeno 365 arresti e 37 feriti. L’ufficio del difensore civico e alcune organizzazioni per i diritti umani parlano di almeno 17 morti, la maggior parte legati all’impossibilità di ricevere cure a causa dei blocchi.

Venerdì sera Paz aveva firmato un accordo con il principale sindacato del paese, la Centrale operaia boliviana (COB), per sospendere le proteste. Ma le associazioni rurali e indigene vicine all’ex presidente Evo Morales, che controllano materialmente molte strade nella zona di Cochabamba, non hanno preso parte ai negoziati e continuano a tenere i blocchi. «Le proteste continueranno finché non si dimetterà il presidente Rodrigo Paz», ha detto in conferenza stampa Isidro Auca, leader del sindacato dei coltivatori di coca del Tropico di Cochabamba.

Lo stato di emergenza ha effetto immediato ma deve essere approvato dal Congresso entro 72 ore. Il decreto vieta di bloccare strade e autostrade e ordina alle forze armate di aiutare la polizia a riaprire le strade. La misura può durare fino a 90 giorni, ma potrebbe essere revocata prima se le proteste finiscono. Il governo di Paz è sostenuto dagli Stati Uniti: la scorsa settimana il segretario di stato statunitense Marco Rubio ha chiamato il presidente boliviano per annunciare un aumento degli aiuti.